Nel novembre del 2011, i Comitati di Coordinamento Locale (auto-governo della società civile) ha rilasciato un dichiarazione per la libertà e la dignità. Oggi, più che mai, teniamo presente queste parole, che guidano il nostro sostegno alla rivoluzione e al popolo siriano. (Local Coordination Committees in Syria) 19-11-2011 L’umiliazione che la nostra nazione, la Siria,…
Pregiudizio n. 12. “Intervenire in Siria significa mandare truppe sul terreno”
A causa di una narrativa mediatica sulla Siria polarizzata e spesso disinformata, è facile supporre che il coinvolgimento occidentale in Siria equivalga automaticamente all’intervento militare diretto – cioè truppe sul terreno. Tuttavia, i sostenitori della protezione dei civili in Siria chiedono un percorso più pragmatico e realistico: una “no-bomb zone” (zona senza bombe).
Il regime siriano perderà il controllo sul suo sistema economico a favore della Russia e dell’Iran
Il Regime non può sopravvivere senza il sostegno dell’Iran e della Russia. E gli alleati di Assad stanno già chiedendo il conto per i servizi resi, pretendendo le ricchezza nel sottosuolo, diritti nelle operazioni offshore e il controllo di una parte importante del settore delle telecomunicazioni.
Pregiudizio n. 11. “Gli obiettivi principali di ISIS sono le minoranze religiose ed etniche”
La minaccia di ISIS dunque è diretto contro qualsiasi gruppo che resiste il suo potere e non è diretto solo contro le comunità delle minoranze. Neanche i musulmani sunniti, che costituiscono il 74% della popolazione siriana, sono protetti dall’ISIS, e anche loro sono in pericolo.
Pregiudizio n. 10. “ISIS è un ‘gruppo di opposizione’”
ISIS ha sempre considerato come un nemico qualsiasi gruppo (compreso il regime di Assad) che non si sottomette al suo potere.[5] Tuttavia, il suo obiettivo primario non è correlato alla rivolta popolare siriana contro la dittatura di Assad e quindi non va considerato come parte del fronte dell’opposizione, ma come un terzo attore del conflitto siriano.
Pregiudizio n. 9. “Assad combatte il terrorismo”
Se da un lato il problema del terrorismo esiste all’interno della Siria, dall’altro Assad e i suoi alleati lo utilizzano chiaramente per portare avanti i propri obiettivi strategici (vale a dire rafforzare la propria posizione come alternativa valida) piuttosto che impegnarsi in una vera lotta contro di esso.
Pregiudizio n. 8. “L’Occidente sta cercando un cambio di regime in Siria”
Mentre Assad ha intensificato la sua campagna di repressione nel 2011, uccidendo i manifestanti e imprigionando e torturando attivisti, gli Stati Uniti non avevano altra scelta se non allontanarsi da lui e intraprendere qualche azione. Le sanzioni sono state imposte dagli Stati Uniti ma non hanno avuto alcun effetto sulla presa di Assad sul potere. Questa politica statunitense di dichiarazioni di condanna accompagnata da una totale mancanza di azione o da un’azione puramente cosmetica contro il regime di Assad continuerebbe nei prossimi sei anni ed è una delle ragioni principali per le quali Assad continua al potere fino ad oggi.
A proposito di Trump e Gerusalemme
Non puoi essere “pro-Palestinese” e contro i diritti dei siriani, o dei palestinesi della Siria. Semplicemente, in parole povere, non andrò mai ad una protesta per la Palestina in cui si alza le bandiere dell’Iran e dell’Hezbollah. Lascia che vi ricorda che per Hezbollah ed Iran, e per alcuni dei fazioni palestinesi, la via per Gerusalemme attraversa Al Zabadani, Aleppo e le vedove di Daraya. Per loro, la via per Gerusalemme corre addirittura sopra i corpi di persone, dove la gente muore dalla fame. La via calpesta gli stomaci affamati dei bambini palestinesi nel campo di Al Yarmouk.
Recensione: “Diario del asedio a Duma, 2013” (Diario dell’assedio a Douma) di Samira Khalil
di Giovanna De Luca La Ghouta Est è sotto assedio da quasi cinque anni. Quasi 2000 giorni di continui bombardamenti e completa chiusura delle vie d’accesso per e dalla regione. La regione conta mezzo milione di abitanti, 398 (di cui 206 bambini) sono le vittime accertante dell’assedio, un bambino su 4 soffre di malnustrizione, sono…
Chi ha paura di Razan Zaitouneh?
Questo articolo è stato pubblicato in inglese con il titolo Who’s afraid of Razan Zaitouneh? sul sito aljumhuriyya in occasione del quarto anniversario del rapimento del gruppo Douma4. di Karam Nachar, traduzione di Filomena Annunziata C’è stato un momento, non troppo lontano nella storia, in cui una giovane donna è stata a capo di uno…
Alleanza dei socialisti mediorientali – Dichiarazione dei principi fondamentali
24 novembre 2017 Siamo un’alleanza di socialisti mediorientali che si oppongono a tutte le potenze imperialiste internazionali e della regione mediorientale e alle loro guerre, siano gli Stati Uniti, la Russia o la Cina, o Israele, Arabia Saudita, Iran o Turchia. Ci opponiamo anche agli altri regimi autoritari come quello di Assad in Siria e…
Lettere a Samira (7)
A quattro anni dal rapimento di sua moglie Samira Khalil, lo scrittore e dissidente siriano Yassin Al-Haj Saleh ha iniziato a scrivere per lei lettere aperte, pubblicate in arabo e inglese sul sito aljumhuriya.net. Nelle lettere racconta come è cambiata la Siria durante i tre anni e sette mesi dalla scomparsa di Samira, a partire…