Russia 2018: una coppa del mondo piena di sangue siriano

di Sam Hamad per The New Arab Tradotto da Francesco Petronella È diventata un’insana routine per me quella di sfogliare i social media e imbattermi in foto di bambini siriani morti. Negli ultimi sette anni, dalla sicura Edimburgo, ho visto arti tagliati, resti carbonizzati, pelle che si scioglie e, più recentemente, il corpo senza vita di…

Siria e questione morale: alcuni attivisti hanno perso la bussola

di Maher Arar, tradotto dall’inglese da Alice Bonfatti. L’articolo è stato originariamente inviato a The Intercept nel gennaio 2017, e poi rifiutato. Nonostante la risposta dell’editor, non è stata fornita nessuna spiegazione valida al rifiuto. L’articolo è comparso infine su Hummus For Thought. Foto in evidenza: John Lehmann/Globe and Mail *** So cosa stai pensando:…

UCCIDERE LA VERITA’ 3a parte “Vince la disinformazione”

LE GUERRE DI TWITTER The Syria Campaign ha incaricato Graphika, società di intelligence sui social media con sede negli Stati Uniti, di indagare su chi discute e parla dei Caschi Bianchi su Twitter e su come i loro tweet vengono condivisi. Graphika, che si è occupata di altre campagne di disinformazione, ha analizzato oltre 12,6…

La disinformazione di una parte della sinistra sulla guerra in Siria

Alcuni nella sinistra radicale hanno l’abitudine di sminuire i crimini di massa o di criticare il loro trattamento da parte dei media, sostenendo che servono a giustificare l’azione militare occidentale. Il percorso degli intellettuali di sinistra Noam Chomsky e Edward S. Herman, autori del bestseller La Fabbrica del consenso, è illuminante.

Quando lo Sport è propaganda

L’altro giorno, la Siria ha fatto la storia dello sport. Mai è arrivata così vicina alla partecipazione nei Mondiali. Nelle qualificazioni delle squadre della AFC, al 93° minuto, un pareggio con l’Iran le ha assicurato il  posto negli spareggi contro l’Australia. Lo sport è sempre stato usato per aizzare nazionalismi e il patriottismo. La gente…

La sporca guerra contro la Siria di Tim Anderson

Il mondo di Anderson è costruito intorno a un sistema binario: o la pensi come lui per quanto riguarda la Siria o sei un mercenario pagato agli ordini di qualche “mano nascosta”. Non c’è spazio per i principi professionali e per l’indipendenza intellettuale: ogni giornalista, ogni operatore dei diritti umani, ogni ricercatore, ogni specialista accademico sulla Siria, che dissente dalla sua opinione è semplicemente un “partigiano” il cui punto di vista può essere ignorato o liquidato.