“Assad combatte il terrorismo”, pregiudizio da sfatare sulla guerra in Siria n. 8

Se da un lato il problema del terrorismo esiste all’interno della Siria, dall’altro Assad e i suoi alleati lo utilizzano chiaramente per portare avanti i propri obiettivi strategici (vale a dire rafforzare la propria posizione come alternativa valida) piuttosto che impegnarsi in una vera lotta contro di esso.

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“L’Occidente sta cercando un cambio di regime in Siria” Pregiudizio da sfatare sulla guerra in Siria n. 7

Mentre Assad ha intensificato la sua campagna di repressione nel 2011, uccidendo i manifestanti e imprigionando e torturando attivisti, gli Stati Uniti non avevano altra scelta se non allontanarsi da lui e intraprendere qualche azione. Le sanzioni sono state imposte dagli Stati Uniti ma non hanno avuto alcun effetto sulla presa di Assad sul potere. Questa politica statunitense di dichiarazioni di condanna accompagnata da una totale mancanza di azione o da un’azione puramente cosmetica contro il regime di Assad continuerebbe nei prossimi sei anni ed è una delle ragioni principali per le quali Assad continua al potere fino ad oggi.

Assad NON protegge i cristiani! Testimonianza

Miream Salameh sfata il mito che Assad protegge le minoranze cristiane. Massacri, torture, stupri, minacce di morte e oppressione per chiunque oppone il regime. Video in inglese con sottotitoli in italiano. Traduzione di Caterina Coppola, Sottotitoli da Giovanna De Luca

Appello delle Organizzazioni Non Governative Siriane sulla situazione nella Ghouta Orientale

Traduzione di Filomena Annunziata e Roberta Pasini All’attenzione di: Stati garanti dell’accordo sulle zone di de-escalation Donatori internazionali Agenzie umanitarie Agenzie ONU Le Organizzazioni Non Governative siriane qui firmatarie hanno accolto con estrema cautela le notizie riguardanti gli accordi tra le parti belligeranti sulle zone di de-escalation all’interno e attorno la Ghouta orientale nei sobborghi…

Pregiudizi da sfatare sulla guerra in Siria 5) “Le armi date all’FSA cadranno in mani sbagliate”

Abbiamo sentito innumerevoli volte i politici occidentali dichiarare che non possono permettere che le armi arrivino al Free Syrian Army perché “queste potrebbero cadere nelle mani degli estremisti.”

La verità è che quasi nessuna delle armi è “nelle mani giuste” (cioè quelle dell’FSA), al contrario, una grade quantità di armi ad alto potenziale letale è nelle mani sbagliate (il regime di Assad, ISIS, e in misura minore, al-Nusra). Perciò, bloccare o limitare l’armamento dell’FSA per timore che le armi possano finire in mano ai nemici pone il gruppo in una posizione di netto svantaggio, poiché sono meno armati, e quindi mal equipaggiati per combattere il regime e i gruppi terroristi che costituiscono la vera minaccia per la sicurezza in Siria.

Cosa davvero intendiamo quando diciamo “liberato” in Siria?

Sia i governi occidentali che arabi hanno visto la stessa vittoria contro i gruppi islamici con questa nozione di liberazione, come se questi gruppi rappresentassero l’unica minaccia per le nozioni progressive di giustizia e sicurezza e che si affacciano sui regimi autoritari alle fondamenta di queste società. Queste narrazioni servono a de-legittimare le pratiche a lungo termine e liberatorie dei cittadini nelle loro aree locali.

Pregiudizi da sfatare sulla guerra in Siria: 1) “Assad è l’unica alternativa possibile”

Alcuni sostengono che il rovesciamento di Assad aprirà le porte a gruppi terroristici che prenderanno il controllo su tutta o parte della Siria e che pertanto Assad rimane l’unica alternativa valida per il futuro della Siria. Questa argomentazione tuttavia parte dal falso presupposto che la presenza di Assad in Siria impedisca l’espansione di gruppi terroristici come ISIS (vedi la sezione “Assad combatte il terrorismo”), quando in realtà è proprio l’opposto.

La Bandiera dei Nostri Progenitori

Malgrado i tentativi del regime di Assad di esautorare questa bandiera, calunniandola senza vergogna come la bandiera “francese”, non possono nascondere che ha rappresentato una presenza importante della storia siriana e che ogni presidente siriano da Muhammad Ali al-Abd della Repubblica Siriana a Shukri al-Quwatli, Adib Shishakli, Hashim Atassi e persino Assad, si sono presentati davanti a questa bandiera.

La bandiera fu sancita nella Costituzione della Repubblica siriana del 1930, sotto la supervisione di uno dei più celebri eroi siriani: Ibrahim Hananu. Fu salutata per la prima volta ad Aleppo e Damasco nel 1932 e divenne presto un potente simbolo di resistenza contro i coloni francesi. Il 17 aprile 1946, giorno dell’Indipendenza, è stata adottata come bandiera dello Stato appena dichiarato indipendente.