Articolo originale di Marcelle Shehwaro Traduzione di Francesca Scalinci, revisione di Francesco Petronella (26/12/2016) Questi dovrebbero essere giorni di gloria, i giorni della nascita di Gesù Cristo, il Dio d’amore, giustizia e pace. Ma che tipo di Cristo sta nascendo oggi nel nostro mondo? Se Gesù Cristo venisse a noi oggi, passeremmo un bel po’…
Trump lascia la Siria: sul “cambio di regime” e altre bufale
Durante gli ultimi 8 anni, la versione manichea dell’“anti-imperialismo”, scatenata da una convergenza di estrema sinistra e di estrema destra, ha dato supporto a un tiranno genocida reazionario che distrugge il suo intero paese per schiacciare una rivolta popolare sul falso altare dell’opposizione al “cambiamento di regime sostenuto dagli Stati Uniti” e simili.
Il fatto che non ci sia mai stata un’operazione di “cambio di regime” degli Stati Uniti era irrilevante, così come la maggior parte dei fatti; mentre le SDF a guida curda hanno ricevuto oltre quattro anni di potenza aerea statunitense al loro servizio, che ha ucciso migliaia di civili, mentre i ribelli siriani non hanno mai ricevuto alcun sostegno (anzi, sono stati abbastanza spesso bombardati da aerei statunitensi); mentre le SDF sono state stato benedette dal supporto di migliaia di truppe statunitensi (che ora vengono ritirate), non c’è mai stata una sola truppa statunitense a sostegno dei ribelli.
L’ultimo bastione della libertà in Siria
Giovani studenti universitari, agricoltori, lavoratori, non avevano idea di cosa dovesse sostituire il governo. Nessuno di loro oltre a Hossein aveva mai letto un trattato politico o partecipato ad una riunione di partito. Il regime aveva reso la vita civica così povera che l’unità degli attivisti si basava su ciò a cui si opponevano: la corruzione, l’aumento del costo del pane, il degrado quotidiano della dittatura.
Un anno dopo avere scacciato l’ISIS da Raqqa, cosa è stato realizzato?
La situazione dopo un anno dalla liberazione è l’opposto di ciò che viene mostrato nelle fotografie che hanno fatto il giro del mondo, si è parlato infatti di sconfitta del terrorismo, la sconfitta dell’Isis e si è annunciata la nascita di una nazione democratica. Inoltre, dopo un anno dalla “liberazione” di Raqqa, dopo inchieste e documenti sequestrati, non è emerso nulla sui crimini commessi.
Le prove dei crimini di guerra in Siria sono le più schiaccianti dai tempi di Norimberga
Articolo di Eleanor Hall per ABC: The World Today Traduzione N. El-Assouad, revisione a cura Francesco Petronella Trovare prove dei crimini di guerra non è affatto semplice. Spesso vengono distrutte e generalmente tali crimini non vengono registrati. Il procuratore della Corte penale internazionale Stephen Rapp riferisce alla rivista The World Today che le prove dei crimini…
Cinque anni fa a Douma. Un ritratto degli attivisti rapiti e non ancora tornati
Scritto da Giovanna De Luca “…Legge i miei libri Mi racconta fiabe Di viaggi… Volando sulle parole…” Questi versi sono un inciso di una poesia di Nazem Hamadi, poeta, avvocato, attivista, rapito a Douma (Al-Ghouta orientale, zona rurale che circonda Damasco) la sera del 9 dicembre 2013 mentre era nell’ufficio del VDC (Violation Documentation Center),…
Lettere a Samira(10)
di Yassin Al-Haj Saleh Questa è la decima delle lettere scritte da Yassin Al Haj Saleh a sua moglie, Samira Al Khalil, rapita a Douma la sera del 09/12/2013, le spiega cosa è accaduto durante la sua assenza. Testo originale su Aljumhuriya Traduzione N.El Assouad 27 anni fa, uscivi oggi di prigione dopo quattro anni,…
Lo Stato transazionale siriano – conclusioni
I protettori esterni del regime, l’Iran e la Russia, cercano un’influenza a lungo termine nel Paese. Sebbene cooperino per certi aspetti, la loro crescente competizione per il potere sta ulteriormente erodendo la sovranità della Siria. Niente di tutto ciò fa ben sperare per la prospettiva dei rifugiati che ritornano in Siria. Né suggerisce che il Paese possa tornare allo status quo vigente prima del 2011, cioè ad un governo guidato da uno Stato ombra. La Siria oggi non è né uno stato sovrano né uno stato civile, ma una dittatura mafiosa governata da un mandato russo e influenzata dall’Iran.
2 Tributi a Raed Fares
Tributo a Raed Fares SCRITTO DA MOHAMMED GHANEM, tradotto da Mary Rizzo Non so più come piangere amici e compagni attivisti scomparsi, ma l’uomo che abbiamo perso oggi non era un uomo ordinario. Non posso limitarmi a fare un elogio a Raed Fares su Facebook. Questa piattaforma sarebbe troppo umiliante per un lascito di questa…
Come Raed Fares, troppe persone sono morte per realizzare il loro sogno di pace in Siria
Il numero di volte negli ultimi anni in cui analisti e diplomatici hanno detto “Non ci sono ‘i buoni’ in Siria” è sbalorditivo. È un insulto alle figure dell’opposizione pacifica che hanno aspettato e lavorato a lungo e assiduamente per porre un fine al conflitto. Ciò che volevano dire era: “Non ci sono ‘i buoni’ con cui vogliamo lavorare”. Ma ‘i buoni’ in Siria ci sono sempre stati: persone che vogliono proteggere il loro Paese e che rifiutano di venderlo. Troppi di loro, come Raed, hanno pagato le loro convinzioni con le loro vite.
Cos’è successo a Padre Paolo in Siria?
Padre Paolo Dall’Oglio, al monastero di Mar Moussa, luglio 2008 (Foto di Miguel Ribeiro Fernandez) Di Jérémy Andrê, inviato speciale de “La Croix” a Raqqa, a Roma, a Parigi ed in Turchia. (Qui la versione originale) Cinque anni dopo il suo rapimento da parte di Daesh a Raqqa, in Siria, il destino del gesuita italiano Paolo Dall’Oglio…
Dall’Oglio: che fine ha fatto il prete italiano sequestrato dall’ISIS a Raqqa?
In occasione del quinto anniversario della sua sparizione, Sara Manisera ricostruisce per “The National” gli ultimi movimenti certi di Padre Paolo Dall’Oglio. Articolo di Sara Manisera, traduzione a cura di Mary Rizzo. Revisione a cura di Francesco Petronella Era quasi mezzogiorno quando Padre Paolo Dall’Oglio bussò al cancello del palazzo del governatore di Raqqa. Il prete, un…