Dichiarazione della Dignità, oggi più che mai

Nel novembre del 2011, i Comitati di Coordinamento Locale (auto-governo della società civile) ha rilasciato un dichiarazione per la libertà e la dignità. Oggi, più che mai, teniamo presente queste parole, che guidano il nostro sostegno alla rivoluzione e al popolo siriano. (Local Coordination Committees in Syria) 19-11-2011 L’umiliazione che la nostra nazione, la Siria,…

Pregiudizio n. 12. “Intervenire in Siria significa mandare truppe sul terreno”

A causa di una narrativa mediatica sulla Siria polarizzata e spesso disinformata, è facile supporre che il coinvolgimento occidentale in Siria equivalga automaticamente all’intervento militare diretto – cioè truppe sul terreno. Tuttavia, i sostenitori della protezione dei civili in Siria chiedono un percorso più pragmatico e realistico: una “no-bomb zone” (zona senza bombe). 

Pregiudizio n. 10. “ISIS è un ‘gruppo di opposizione’”

ISIS ha sempre considerato come un nemico qualsiasi gruppo (compreso il regime di Assad) che non si sottomette al suo potere.[5] Tuttavia, il suo obiettivo primario non è correlato alla rivolta popolare siriana contro la dittatura di Assad e quindi non va considerato come parte del fronte dell’opposizione, ma come un terzo attore del conflitto siriano.

Pregiudizio n. 9. “Assad combatte il terrorismo”

Se da un lato il problema del terrorismo esiste all’interno della Siria, dall’altro Assad e i suoi alleati lo utilizzano chiaramente per portare avanti i propri obiettivi strategici (vale a dire rafforzare la propria posizione come alternativa valida) piuttosto che impegnarsi in una vera lotta contro di esso.

Pregiudizio n. 8. “L’Occidente sta cercando un cambio di regime in Siria”

Mentre Assad ha intensificato la sua campagna di repressione nel 2011, uccidendo i manifestanti e imprigionando e torturando attivisti, gli Stati Uniti non avevano altra scelta se non allontanarsi da lui e intraprendere qualche azione. Le sanzioni sono state imposte dagli Stati Uniti ma non hanno avuto alcun effetto sulla presa di Assad sul potere. Questa politica statunitense di dichiarazioni di condanna accompagnata da una totale mancanza di azione o da un’azione puramente cosmetica contro il regime di Assad continuerebbe nei prossimi sei anni ed è una delle ragioni principali per le quali Assad continua al potere fino ad oggi.

A proposito di Trump e Gerusalemme

Non puoi essere “pro-Palestinese” e contro i diritti dei siriani, o dei palestinesi della Siria. Semplicemente, in parole povere, non andrò mai ad una protesta per la Palestina in cui si alza le bandiere dell’Iran e dell’Hezbollah. Lascia che vi ricorda che per Hezbollah ed Iran, e per alcuni dei fazioni palestinesi, la via per Gerusalemme attraversa Al Zabadani, Aleppo e le vedove di Daraya. Per loro, la via per Gerusalemme corre addirittura sopra i corpi di persone, dove la gente muore dalla fame. La via calpesta gli stomaci affamati dei bambini palestinesi nel campo di Al Yarmouk.

Pregiudizio n. 7. “Assad protegge i cristiani”

Miream Salameh sfata il mito che Assad protegge le minoranze cristiane. Massacri, torture, stupri, minacce di morte e oppressione per chiunque oppone il regime. Video in inglese con sottotitoli in italiano. Traduzione di Caterina Coppola, Sottotitoli da Giovanna De Luca

Non fatevi ingannare: Assad non è amico delle minoranze cristiane della Siria

I siriani ora, sia cristiani che musulmani, sono vittime di un regime tirannico da un lato e di terroristi radicali islamici come ISIS e al-Qaeda e altri gruppi radicali dall’altro. Eppure, la grande maggioranza dei siriani all’interno della Siria e in tutto il mondo vuole semplicemente un Paese democratico e laico come quello che godiamo negli Stati Uniti, con pari diritti per tutti i cittadini. I cristiani siriani hanno vissuto in Siria per secoli prima di Assad, ma hanno raggiunto i massimi livelli di governo solo quando la Siria era democratica. L’adozione di Rohrbacher della narrativa settaria pedaggiata dal regime di Assad non è utile per l’obiettivo della democrazia laica e pone i cristiani come noi in ulteriore pericolo.