Giustizia sarà fatta.

Di Giovanna De Luca

Associazioni di familiari di detenuti e vittime di sparizioni forzate, insieme a gruppi di sopravvissuti alle carceri del regime siriano redigono una Carta, la Carta per la Verità e la Giustizia (The Truth and Justice Charter), al fine di unire le loro forze nella ricerca della Verità per i propri cari.

In 10 anni di rivoluzione sono quasi 100.000 le persone detenute o scomparse in Siria.

Il regime è responsabile di circa 83.000 dei casi, l’ISIS e gli altri gruppi jihadisti di 10.000, le Syrian Democratic Forces di 1.800 cosi come i vari gruppi dell’opposizione armata. Oltre a torture, detenzione arbitraria , omicidi extragiudiziari, sparizioni forzate, stupri, abbiamo la violazione della proprietà delle vittime, estorsione dei familiari degli scomparsi, giudizi sommari e tante altre violazioni; questo il trattamento riservato dal regime siriano ai suoi oppositori. Ad emulare queste pratiche, Daesh ed i vari gruppi jihadisti. I familiari dei detenuti non hanno alcun tipo di informazione riguardo ai propri cari nelle carceri del regime o vittime di sparizione forzata. Nel 2017 lo stato inviò ad alcune famiglie certificati di morte dei propri familiari, deceduti anni prima in prigione, senza indicare il motivo del decesso, e soprattutto senza restituire i corpi dei detenuti.(Combattendo per poter avere delle tombe da visitare) Ci sono persone scomparse da 10 anni delle quali nessuno sa nulla. Nel 2014 un uomo che lavorava al servizio del regime fotografando i cadaveri dei detenuti , disertò e riuscì a portare con sè in Europa circa 28.000 foto di cadaveri. Dalle foto di Caesar (questo il nome in codice dell’ex funzionario del regime) molti riconobbero i volti emaciati e sfigurati dei propri familiari (accanto ad ogni corpo vi erano tre numeri: uno assegnato al detenuto dal centro di detenzione, quello dello stesso centro di detenzione e il numero assegnato dal medico dell’ospedale militare)

Nella foto l’attivista siriana Rehab Allawi

e fu chiaro a tutti, dopo che le foto venissero esaminate a fondo a un gruppo di esperti per stabilirne l’ autenticità ( In cerca di giustizia) che i detenuti erano stati torturati, come? Vari metodi di tortura sono stati poi descritti da ex prigionieri sopravvissuti (Nei sotterranei della morte, orrori che oltrepassano l’immaginazione) Chi spariva o veniva incarcerato? Coloro che partecipavano alle proteste contro il regime, o lo criticavano apertamente, ne denunciavano i crimini, chiedevano libertà o la caduta del regime stesso. Le famiglie dei detenuti e degli scomparsi, nel corso degli anni hanno creato associazioni col fine di chiedere giustizia per i loro cari. Hanno poi unito le forze e redattato la Truth and Justice Charter(La Carta per la Verità e la Giustizia), presentata online lo scorso 10 febbraio. Le associazioni firmatarie della Carta sono: Families for Freedom, associazione contro l’arresto arbitrario e le sparizioni forzate delle quali sono responsabili tutte le parti, è un gruppo costituito da sole donne: madri, sorelle, figlie, mogli. C’è poi il gruppo Caesar Families Association, formato dai familiari delle vittime di tortura che hanno riconosciuto i propri cari nelle foto dell’archivio di Caesar. Un’altra associazione è Massar, composta da familiari di persone rapite dal Daesh, c’è poi Ta’afi, associazione che riunisce i sopravvissuti alle prigioni di Assad e l’Associazione di detenuti e scomparsi nella prigione di Sednaya. Ma vediamo più nel dettaglio in cosa consiste la Truth and Justice Charter, documento nato col fine di unificare la lotta delle suddette associazioni indipendenti.

Riguardo la Carta:

“Questa Carta cerca di presentare una visione globale della posizione delle vittime di detenzione arbitraria, sparizione forzata, e tortura per quanto riguarda le questioni siriane connesse con la loro causa, la loro visione di futuro, e le loro richieste.”

Scopi della Carta:

-“Formare la struttura per guidare il lavoro riguardo la questione degli arresti arbitrari e le sparizioni forzate, partendo dal punto di vista delle vittime”(…)

-Sviluppare un discorso che esprima le richieste e le aspirazioni delle vittime, e priorizzi la loro narrativa, dentro del quadro dei principi internazionali legali e gli standard umanitari.

-Sviluppare una piattaforma comune per le associazioni delle vittime per lavorare collettivamente in futuro.

Valori chiave, principi e fondazioni:

-(…)L’approccio basato sulla vittima deve focalizzarsi sulla visione , le aspirazioni e i bisogni delle vittime, dando loro un ruolo centrale nella giustizia transazionale e la responsabilità dei processi.

-Inoltre, la Carta si basa sui valori condivisi delle organizzazioni fondanti, tra i quali soprattutto indipendenza, inclusività, trasparenza, imparzialità e non discriminazione tra le vittime secondo la loro identità, il tipo di violenza subita, l’estensione della sofferenza , o l’entità della violenza, cosi come l’auto-rappresentazione delle vittime.

-La legge internazionale per i diritti umani e le convenzioni rilevanti incluso la Convenzione contro la Tortura e la Convenzione Internazionale per la Protezione di tutte le Persone dalle Sparizioni Forzate. Sono rilevanti anche gli strumenti legati a queste convenzioni, inclusi i commenti di comitati e commissioni per i diritti umani, e le risoluzioni, dichiarazioni e linee guida stabilite dalle agenzie delle Nazioni Unite, specialmente la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui Principi Base e le Linee Guida sul Diritto al Rimedio e la Riparazione per le Vittime di Gravi Violazioni della Legge internazionale sui Diritti Umani e Serie Violazioni delle Leggi Internazionali Umanitarie.

-(…)anche se la Siria non è uno stato membro dello Statuto di Roma , che creò la Corte Internazionale Criminale , la Carta si fa guidare dagli articoli dello statuto di Roma per indicare possibili atti criminali.

Visione delle vittime:

-Rilascio immediato dei detenuti, e rivelazione del destino delle vittime di sparizione forzata

-Un alt immediato alla tortura , al trattamento inumano e ai crimini sessuali

-Restituzione dei resti di coloro che sono stati uccisi durante le sparizioni forzate e la detenzione

-Abolizione di corti straordinarie

-Corti civili indipendenti che aderiscano agli standard internazionali Compensazione e riparazioni

-Riconoscimento della verità e creazione della memoria

-Riforma della sicurezza e delle istituzioni giudiziarie con le loro pratiche

-(…)La Siria deve ratificare lo Statuto di Roma stabilendo l’ICC, ed incorporare le sue provisioni alle leggi nazionali, senza rinunciare ad alcuna responsabilità che preceda la data di accesso e ratificazione.

-La Siria deve accedere al Protocollo Opzionale sulla Convenzione contro la Tortura e ratificarlo incorporandone le clausole nelle leggi nazionali.

-La Siria deve accedere alla Convenzione Internazionale per la Protezione di Tutte le Persone Scomparse Forzatamente ed incorporare i suoi articoli alle leggi nazionali.(…)

Visione sulla Responsabilità e Prevenzione dell’Impunità:

-Tutti i paesi devono supportare le loro responsabilità umane e legali per ciò che si riferisce al caso siriano alla Corte Internazionale Criminale, o formare un tribunale speciale criminale per la Siria. L’ostruzione di queste due condizioni da qualsiasi stato o parte contraddice i principi e gli obiettivi delle Nazioni Unite.

-Le persone che hanno commesso violazioni non devono avere nessun ruolo nelle istituzioni che si occupano di deliberare su giustizia e reponsabilità. Devono essere esclusi dal ricoprire incarichi nei quali si prendano decisioni o altri ruoli sensibili in futuro. Raccomandazioni legate al processo di pace e al futuro della Siria: Negoziazioni e scambio dei prigionieri

-Il rilascio dei detenuti e la rivelazione del destino di coloro che sono scomparsi con la forza non deve dipendere da negoziazioni o accordi di scambio tra le parti del conflitto ed i suoi garanti. Nessun prigioniero né vittima di sparizione forzata debe essere trattato come prigioniero di guerra.(…)La maggior parte sono prigionieri di opinione e coscienza, attivisti pacifici, giornalisti e attivisti per i diritti umani.(…)Sono civili, secondo la giurisdizione legale, e sono destinati alla protezione stipulata in tutti i principi e le norme legali. La costituzione ed i suoi meccanismi di implementazione: Per assicurare una transizione politica pacifica e una stabilità duratura , la costituzione del paese deve includere elementi chiave e articoli dettagliati che garantiscano la dignità e i diritti dei cittadini, e criminalizzi le sparizioni forzate , la tortura e i giudizi extragiudiziali. (…)La costituzione debe rafforzare il principio di indipendenza del potere giudiziario e la separazione dei poteri e deve includere uno speciale annesso transazionale che rafforzi l’implementazione di un genuino meccanismo transazionale, in linea con le richieste di questa carta , incluso il riconoscimento dei diritti delle vittime a Verità, Giustizia, Riparazione e Garanzie di non appello, tutto con significativa e attiva partecipazione di vittime, sopravvissuti e famiglie delle vittime. Ricostruzione: Una porzione della terra e della proprietà durante il processo di recupero e ricostruzione appartiene a detenuti e scomparsi. La ricostruzione e il recupero non devono violare il diritto alla casa, alla terra e ai diritti di proprietà di queste persone. Ritorno dei rifugiati e IDP Detenzione arbitraria e sparizione forzata sono tra le principali ragioni per le quali i rifugiati e i profughi interni non tornano alle loro case.(…)Prima che possa avvenire un sicuro, dignitoso e volontario ritorno dei profughi interni e dei rifugiati, devono esserci misure che costruiscano confidenza, come il rilascio dei prigionieri, la rivelazione del destino degli scomparsi, e la fine della tortura, la detenzione delle corti eccezionali e dei processi extragiudiziari per rassicurarli che non dovranno affrontare le stesse violazioni che li hanno forzati a partire.

C’è da dire che lo scorso anno è iniziato a Koblenz, in Germania,( Le prime due testimonianze della squadra d’accusa nel processo contro Anwar Raslan e Iyad al-Gharib in Germania) un processo contro alti carichi degli apparati di sicurezza siriani, riconosciuti dalle loro vittime come assassini e torturatori , ha anche testimonianto un “impiegato” che si impegnava di scaricare i corpi in fosse comuni.( Fosse comuni circondano Damasco… milioni di vittime.) La prossima udienza è fissata per la prossima primavera. La battaglia per la Verità e la Giustizia non si fermano.

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