Nei sotterranei della morte, orrori che oltrepassano l’immaginazione

il

Pibblicato il 27/06/20 suEl Dorar

Di:
Doaa Abdul Razzaq

Traduzione di N. El Assouad.
Dalle memorie di un ex detenuto siriano nelle prigioni di Assad:
La morte era diventata un desiderio, era il canto delle ferite che ogni mattina recitavamo, nelle celle nere di Assad niente è piu doloroso della tortura tranne la crudeltà dell’attesa della morte ora dopo ora, o l’arrivo della sua notizia orribile alle famiglie dei detenuti. Riuscite ad immaginare migliaia di madri siriane che tutte le notti piangono i loro figli, pezzi dei loro cuori?
La morte ci accompagnava nei nostri stanzoni, ogni mattina e ogni sera, a volte attraverso i bastoni dei patiboli, o tramite la tortura con le barre di ferro e cavi di rame, oppure le lunghe frustate. Le malattie, la fame e la rabbia completavano ciò che le mani degli aguzzini non avevano fatto con gli strumenti di uccisione diretta.
Cinque persone facevano domande contemporaneamente, mentre tu sentivi freddo ed eri assetato. Le labbra penzolanti, non riesci a concentrarti perché tutti ti urlano in faccia e ti colpiscono.

Racconta che aveva conservato le unghie delle dita dei piedi, e i pezzi di pelle che gli erano stati strappati e li aveva messi in tasca nella speranza di presentarli come una prova alla giustizia, ma un giorno, tuttavia, gli presero anche i pantaloni.

Nel Dipartimento di Intelligence dell’aereonautica di Aleppo ho passato del tempo con una ragazza di nome Oumeima, cinque mesi nello lo stesso dormitorio, non c’era nulla che rompeva il silenzio tagliente di quella stanza di legno tranne l’eco del suo lamento e la tristezza che la circondava. Tutto piangeva intorno a lei come fosse il cadavere di quella miseria in cui viveva.

Oumeima era in preda dei suoi ricordi, Conosco l’ingiustizia dei ricordi. I suoi pianti insistenti da tre anni dicono più di tutte le lingue in cui si sono svolte tutte le torture e gli stupri. Hanno violentato la sua anima prima del suo corpo la sua dignità prima della sua femminilità. In quel momento Oumeima ha capito come un uomo può diventare una bestia. Io chiedevo aiuto alle pareti della cella, mentre la sua bellezza era stata causa di un maggior numero di stupri da tutti i mostri che spesso non mostravano le loro facce e dopo quattro mesi, la lasciarono senza nulla, neanche la sua identità.
Non era rimasto nessuno della sua famiglia se non la sua anziana madre dopo che suo fratello fu martirizzato, ma la più grande tragedia fu che quando lasciò il dipartimento lei era incinta. Nei primi due mesi non sapeva di essere incinta di un bambino di cui non conosceva il padre e questo perché dopo le torture perdeva sangue e quindi non immaginava possibile una gravidanza.
L’ho incontrata dopo essere uscita dal carcere e mi ha detto che avrebbe preferito morire come Fatima e Ola nel dipartimento, in prigione e mentre lo diceva sbatteva le mani sulle gambe in segno di disperazione, mentre sedeva su una poltrona davanti me, le sue parole mi fecero girare la testa. Mi chiedevo come poteva sopportare tanta tristezza e il perché del senso di colpa!!

Che peccato ha mai commesso Oumeima tranne che essere siriana? Chi potrebbe mai colpevolizzare Oumeima detenuta dalle creature più spregevoli nella storia dell’umanità?
Oumeima stava piangendo, evitava di incontrare i miei occhi a causa del suo profondo senso di vergogna come se fosse una prostituta che ha dato alla luce un bastardo, anche se è una delle donne più onorevoli sulla terra.

Oumeima, è siriana. Sì, Siriana … Basta essere una donna siriana per essere libera e orgogliosa. Oumeima, è la nostra ferita profonda, Oumeima, è una donna che profuma di patria.
Forse ciò che raccontano i detenuti emersi da questi mattatoi umani è solo una goccia di ciò che i detenuti soffrono fino ad oggi, la verità più dolorosa e brutale è che le storie più oscure e aspre sono sepolte con chi respirato il suo ultimo respiro sotto le fruste dei torturatori.

Morirai un giorno, assassino, non morirai come muoiono i grandi uomini. Piuttosto, come la vergogna e il ripugno muoiono, come muoiono la disobbedienza e il male, morirai e tutti ti dimenticheranno tranne che per maledirti e insultarti. Sei la nostra vergogna, O codardo, tu e chi ti sostiene.

 

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