Fosse comuni circondano Damasco… milioni di vittime.

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Articolo pubblicato il 14 settembre 2020 su The Levant, scritto da Luna Watfa

(Traduzione di Giovanna De Luca)

Per la prima volta, il tribunale ha accettato, nelle sue sessioni numero 30 e 31, di interrogare un testimone completamente protetto, che si è presentato con il viso coperto e tutte le sue informazioni personali sono state mantenute riservate per proteggere la sua famiglia e i parenti in Siria . È stata una testimonianza scioccante con dettagli raccontati per la prima volta. Il testimone, denominato Z 30.07.2019, ha iniziato la sua testimonianza alle 11:00; 90 minuti dopo l’annuncio dell’inizio della prima delle due sessioni in programma il 09.09.2020 e il 10.09.2020. Gli avvocati della difesa avevano inizialmente respinto l’idea di coprire il volto del testimone, ma dopo lunghe discussioni tra i giudici e gli avvocati, il tribunale ha finalmente deciso che il testimone aveva il diritto di tenere il volto coperto. Il testimone, che soffre di ipertensione e diabete era precedentemente svenuto durante un’indagine della polizia criminale nel 2019 ed in quella occasione era stato trasferito in ospedale. Anche questa volta il giudice ha dovuto interrompere la sessione bruscamente a causa dell’ipertensione del testimone e della sua incapacità di alzarsi in piedi.

Chi è il testimone?

Sono iniziati gli interrogatori sul lavoro quotidiano del testimone quando era in Siria, l’uomo ha affermato di essere stato un lavoratore civile che seppelliva i cadaveri prima dell’inizio della rivoluzione siriana. Nell’ottobre 2011, due agenti hanno riunito una decina di lavoratori civili e assegnato al testimone la funzione di supervisore, da allora sono stati costretti ad andare negli ospedali militari dove avrebbero trovato uno o due grandi camion refrigerati ad aspettarli per recarsi in certi luoghi dove avrebbero seppellito cadaveri in fosse comuni. Il testimone ha detto alla corte che le sepolture avvenivano sempre la mattina presto tra le 4 e le 9 e che ha lavorato senza sosta con questi ufficiali dal 2011 al 2017 senza un solo permesso. Il testimone non ha solo menzionato gli ospedali militari, ma ha anche detto che era stato negli ospedali civili e nella prigione di Sednaya. Ha spiegato che un camion frigorifero è più lungo di 11 metri e che poteva contenere da 500 a 700 corpi ogni volta, a volte anche meno, ricorda i numeri perché gli ufficiali hanno sempre dato loro l’ordine di registrare il numero di cadaveri provenienti da ogni ramo della sicurezza militare e poi contare il totale. Ha fatto un esempio: 100 cadaveri del ramo palestinese, 50 cadaveri del ramo di Al-Arbaeen. Il testimone non poteva dire quale ramo della sicurezza avesse il maggior numero di corpi, ma ha sentito gli ufficiali parlare spesso dell’attività e della concorrenza tra i rami della sicurezza in determinati giorni, (i rami della sicurezza dello Stato sono attivi oggi), il che significa che i corpi che arrivavano da lì erano di più di quelli provenienti da altri rami della sicurezza. Il testimone e il resto dei lavoratori non potevano comunicare o usare i loro telefoni cellulari. “All’inizio non sapevo quali fossero i miei doveri. Gli ufficiali non avrebbero mai condiviso le informazioni con noi. Ma dopo 5 mesi gli ufficiali hanno iniziato a fidarsi di noi e hanno iniziato a dirci di più sui nostri compiti “, ha detto. Il testimone ha citato i nomi degli ospedali da cui sono stati prelevati i corpi: ospedali militari di Harasta e Tishreen, (all’ospedale Tishreen, ha detto, si trovavano anche alcuni dei cadaveri dell’ospedale militare Mazzeh 601, che è un piccolo ospedale e non può ospitare un gran numero di corpi), AlMouwasat e l’ospedale civile AlMujtahid. Per quanto riguarda gli ospedali civili, ha detto che qualcuno dall’interno dell’ospedale Al-Mujtahid gli aveva confessato che non solo ricevevano corpi dai rami della sicurezza, ma eseguivano anche ordini di esecuzioni all’interno dell’ospedale. Per quanto riguarda il numero di volte in cui sono stati trasferiti cadaveri, ha detto che avvenivano tre o quattro sepolture durante la settimana; una o due volte alla settimana dagli ospedali militari, due o tre volte al mese da quelli civili e altre due volte alla settimana dal carcere di Sednaya, al ritmo di due o tre camion per ogni trasferimento.

Le fosse comuni sono ovunque

Il testimone ha parlato anche dei luoghi di sepoltura, che ha identificato in due punti principali: Najha – a circa 15 km da Damasco – Luogo menzionato in precedenza da un altro testimone (Tutte le informazioni sono state documentate con illustrazioni delle fosse comuni nel nostro rapporto sulla sessione 13 e sulla sessione 14 , il 24.06.2020 e il 25.06.2020)ed Al-Qatifah – menzionata per la prima volta durante questo processo – distante 35 km da Damasco. Ha detto che entrambi i siti sono proprietà militari, e che come civili avevano bisogno di un permesso ufficiale e di un veicolo che potesse passare attraverso tutti i posti di blocco militari senza essere fermato. Ha affermato poi che tutti i rami della sicurezza hanno inviato corpi a questi due siti, tranne la Quarta Divisione di Maher Al-Assad, che seppelliva i corpi all’aeroporto militare di Mezzeh sotto la pista, e per quanto riguarda il ramo dell’intelligence dell’aeronautica militare, i corpi sono sepolti all’interno dello stesso ramo, e ai lavoratori civili non era permesso entrare in questi due siti. Un solo operaio civile scavava fosse, era un amico del testimone ed è stato lui a condividere queste informazioni con lui. Per quanto riguarda le dimensioni delle fosse comuni nelle aree di Najha e Al-Qatifa, il testimone ha affermato che l’area di una fossa può raggiungere i 5.000 metri quadrati, con una profondità che può arrivare fino a sei metri. La fossa non viene chiusa tutta in una volta, ma a lotti, parte di essa viene nuovamente riempita in base al numero di corpi di una partita, e così via fino a riempirla completamente con il flusso continuo di cadaveri in arrivo dai rami di sicurezza. Hanno chiamato la fossa “la linea”. Alcune linee sono state riempite dopo venti sepolture e altre hanno richiesto cinquanta o sessanta sepolture, a seconda delle dimensioni della linea, come ha spiegato. “Quando lo sportello del frigorifero veniva aperto, emanava un odore intenso come una bomba a gas, visto che i cadaveri erano tenuti dentro per molto tempo. Li sistemavano in lotti fino a riempire completamente il camion”. Il testimone ha dichiarato di non essere lui chi seppelliva personalmente i cadaveri provenienti dai vari rami: si fermava a 20 metri di distanza e osservava gli operai mentre gettavano i corpi nella fossa fino ad arrivare ai cadaveri accatastati all’estremità del frigorifero, pieno di muco o vermi a causa della decomposizione, per la mancanza di aria all’interno del frigorifero e la conservazione per lungo tempo. Tuttavia, il testimone ha detto di aver seppellito in modo costante i cadaveri della prigione di Sednaya con gli operai: “Non puzzavano perché erano cadaveri freschi. Gli ufficiali ci dicevano che erano stati giustiziati lo stesso giorno. Le esecuzioni spesso cominciavano a mezzanotte ed erano portati al luogo di sepoltura alle 4 del mattino. Ha visto i segni della corda avvolta sul collo e anche i segni della tortura. Di solito i corpi erano in manette con numeri e codici scritti su adesivi posti sulla fronte e sul petto.Una volta accadde che uno di loro non era ancora morto, respirava ancora, quindi l’ufficiale ordinò che il bulldozer passasse su di lui. ” Vedere tutto questo regolarmente per molti anni ha danneggiato la salute mentale del testimone: “L’odore è rimasto nei nostri nasi per tutti questi anni. Lo sentivamo anche se eravamo a casa o altrove. Le immagini dei cadaveri solo nella mia testa, erano abbastanza da farmi smettere di mangiare o bere per diversi giorni. Mi perseguitano ancora come incubi e mi privano del sonno. Vivo nel terrore costante, soffro di glicemia e disturbi della pressione sanguigna permanenti “, ha aggiunto.

Cadaveri di donne e bambini … Niente cimiteri per le donne

Ha anche parlato del racconto di altri lavoratori sul destino dei corpi di donne e bambini – maschi e femmine – di come gli ufficiali avevano rifiutato la loro richiesta di seppellire le donne in luoghi separati e di come il rifiuto a volte si sia trasformato in minacce di arresto e tortura. Ha detto alla corte di aver visto personalmente il cadavere di una donna assassinata, abbracciare il suo bambino massacrato, una scena che gli ha fatto perdere i sensi in quel momento. Per quanto riguarda lo stato dei corpi in arrivo dai rami, ha detto il testimone, gli operai gli hanno detto che i lineamenti dei volti erano quasi assenti, il che a loro avviso era il risultato dell’utilizzo di sostanze chimiche come l’acido, perché è impossibile che i cadaveri fossero erosi in quel modo a causa della morte o la tortura. Gli raccontarono anche dei segni di tortura sparsi su tutti i corpi contusi: “C’erano segni blu, segni rossi e segni neri sui cadaveri, le unghie delle mani e quelle dei piedi erano state strappate e in un caso il pene era stato tagliato. ” Il testimone ha anche informato i giudici di altre sepolture segrete a cui erano stati portati i corpi. Non erano documentati e non avevano numeri. Queste sepolture iniziavano a mezzanotte, vi assistevano ufficiali di alto rango; generali di brigata e superiori, oltre a soldati armati. Il testimone è stato interrogato sul suo lavoro amministrativo in merito ai documenti e ha detto che il numero dei corpi e dei rami viene registrato negli elenchi durante il trasferimento e la sepoltura e che avrebbero registrato ciò che gli ufficiali avessero detto loro, portava quelle liste al suo posto di lavoro dove annotava i codici ei numeri. I codici si riferivano a un determinato ramo conosciuto solo da loro e i numeri si riferivano al numero di corpi. Il testimone scriveva quei dettagli nel certificato di morte, poi l’ufficiale lo metteva in una cassaforte chiusa a chiave, prendeva gli elenchi e li stampava e li consegnava al suo capo o ad un ufficiale in carica di grado superiore. Il testimone ha anche affermato che gli ufficiali non hanno fornito alcuna protezione ai lavoratori civili, ad eccezione di guanti, grembiule e maschere regolari, cosa che ha causato gravi malattie ad alcuni di loro e provocato la morte di due di loro. Per quanto riguarda la domanda dei giudici sulla filiale di Al-Khatib, se anche da li si inviassero i corpi, il testimone ha detto che tutti i rami della sicurezza avevano inviato corpi, circa quindici in numero, Al-Khatib era tra questi. Ha detto che il numero di cadaveri durante i sei anni in cui ha lavorato ha raggiunto il milione e mezzo, poi ha detto: “Forse 2, 3 o anche 4 milioni di cadaveri, non lo so, ma il numero è molto alto. ” Per quanto riguarda il numero di cadaveri provenienti dai rami della Sicurezza dello Stato (Al-Arbaeen , Al-Khatib e il Dipartimento di Intelligence Generale), secondo le sue stime, è areivato a 50.000 corpi tra ottobre 2011 e la fine del 2012, dopodiché il numero di cadaveri dai rami della Sicurezza dello Stato sono diventati 25.000 distribuiti ogni anno come segue: Al-Khatib 10.000 cadaveri, di Al-Arbaeen, 10.000 cadaveri e il Dipartimento di intelligence generale, 5.000 cadaveri. Ha detto che il ramo di Al-Khatib era solito inviare i corpi sia agli ospedali civili che a quelli militari. Durante la seconda sessione, sono state visualizzate diverse mappe di Google per le aree di Al-Qatifah e Najha, ma il testimone non è stato in grado di localizzare le tombe perché erano prive di punti di riferimento o non erano disponibili in arabo. Durante la seconda sessione, gli avvocati della difesa hanno cercato di scoprire diverse informazioni personali sul testimone, ma il suo avvocato ha obiettato più volte a queste domande e alcune di queste obiezioni sono state accolte. Ci sono state anche diverse interruzioni. Vale la pena notare che durante queste due sessioni c’era un giornalista siriano di nome Tariq Khilou che aveva precedentemente partecipato alla sessione di apertura di questo processo e aveva un accreditamento giornalistico dal tribunale, che gli ha concesso un servizio di interpretazione; è stato dunque il primo giornalista siriano a ricevere tale accreditamento. A questo ha fatto seguito l’obiezione presentata dal giornalista freelance Mansour Al-Omari e dal signor Hassan Qansu, rappresentante del Syrian Center for Justice and Accountability, sulla decisione della Corte costituzionale suprema al riguardo . Il 15 e 16 settembre, la corte riprenderà le sessioni con il testimone, il signor Mazen Darwish, presidente del Centro siriano per i media e la libertà di espressione.

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