Pregiudizio n. 3. “L’intervento occidentale peggiorerebbe soltanto le cose”

Mito: “L’intervento occidentale peggiorerebbe soltanto le cose”

Scritto da Amr Salahi, Tradotto da Milena Annunziata

Sostenere che un intervento occidentale peggiorerebbe le cose in Siria significa avere una visione semplicista, che non tiene in considerazione la quantità di atrocità che stanno avvenendo nel Paese. Molti pacifisti descrivono la Siria come un pantano, ogni intervento esterno in questa complessa “guerra civile” provocherà solo più vittime e creerà più caos. Durante l’assedio di Aleppo Est nella fine del 2016, ad esempio, poco prima della caduta della città, Lindsey German, portavoce nazionale di Stop the War Coalition [ndt, una organizzazione pacifista inglese], ha sostenuto in un suo articolo che i precedenti interventi in Libia e Iraq fossero prove evidenti che i bombardamenti occidentali solo peggiorano la situazione.[1] Tuttavia, questa affermazione parte dall’errato presupposto che i contesti iracheni e libici siano simili a quello siriano. “Intervento in Medio Oriente” non può essere un termine neutro da associare sia alla Siria sia all’Iraq o alla Libia, per evitare gli sforzi che potrebbero e dovrebbero essere fatti per porre fine al massacro di innocenti da parte del regime di Assad. La dichiarazione della German arriva in un momento in cui il regime di Assad e il suo alleato russo si sono resi responsabili di atroci massacri ad Aleppo Est, come la distruzione di ogni ospedale presente nella parte ribelle della città.[2] Certamente, un intervento occidentale che abbia come scopo quello di proteggere i civili non sarebbe forse la naturale e necessaria risposta per mettere fine alla brutalità usata da Assad e dal suo alleato russo?

Appoggiato dalla Russia e da milizie straniere irachene, libanesi, iraniane e di altri paesi, il regime di Assad è oggi l’attore più potente in Siria. Le armi a sua disposizione sono di molto superiori a quelle dei ribelli, e a differenza di questi ultimi, il regime ha a disposizione un’aeronautica che usa indiscriminatamente con fini distruttivi. Non a caso, nel 2016 le Nazioni Unite hanno usato il termine sterminio per definire le azioni del regime contro i civili,[3] sottolineando così non solo la consapevolezza dell’Occidente delle azioni del regime, ma anche la mancanza di un intervento per migliorare la situazione.

Non c’è dubbio che il regime e i suoi alleati sono stati responsabili della maggior parte dei morti in Siria da marzo 2011. Il Syrian Network for Human Rights ha dichiarato che il 94% delle morti civili sono impotabili all’alleanza russo-iraniana-siriana.[4] Eppure, nonostante la condanna del regime, l’Occidente preferisce di non dare sostegno diretto ai civili.

Tuttavia, è importante notare che in Siria una qualche forma di intervento militare è già in corso. Dal 2014 la coalizione internazionale a guida USA ha colpito i terroristi dell’Isis in Siria, anche se questo ha escluso il regime di Assad. Dopo l’elezione di Donald Trump nel gennaio del 2017 la coalizione internazionale ha intensificato la sua campagna contro l’Isis abbandonando ogni esitazione riguardo il colpire i civili. Nel maggio 2017, per la prima volta, la coalizione internazionale ha ucciso più civili (273) di quanti ne abbia ucciso qualsiasi altra fazione, incluso il regime e la Russia.[5]

Tuttavia, questo significa forse che un intervento occidentale peggiorerebbe la situazione in Siria? Ad aprile 2017, in risposta ad un attacco chimico su Khan Sheikhoun, in cui sono morti 80 civili, gli Stati Uniti hanno bombardato la base aerea di Shayrat, dove l’attacco chimico era stato pianificato e diretto. Il giorno dopo i residenti nella provincia ribelle di Idlib hanno notato l’assenza di aerei russi in cielo. La domanda, quindi, non è se un intervento occidentale peggiorerebbe le cose, ma che tipo di intervento potrebbe migliorarle.

La diplomazia e i negoziati fino ad ora hanno fallito nel tentativo di fermare il regime e la sua campagna omicida contro i civili, questo vuol dire che l’unica opzione potrebbero essere gli attacchi mirati da parte degli Stati occidentali. Dal 2011, cioè prima della comparsa di Isis in Siria, i siriani hanno chiesto alla comunità internazionale di imporre una no fly zone sul paese per proteggere i civili dalle barrel bombs e dai missili del regime.[6] Nel 2015, quando la Russia è intervenuta in favore del regime, gli attivisti dell’opposizione hanno iniziato a chiedere una no-bomb zone che avrebbe dovuto proteggere i civili, pur preservando da conflitti tra la comunità internazionale e la Russia. [7]

In effetti, quando l’amministrazione USA ha bombardato la base di Sharyat, ha inviato un messaggio al regime, e cioè che l’uso del letale gas sarin non sarebbe stato più tollerato. Tuttavia non c’è stato un seguito a questo attacco, e presto gli aerei del regime hanno ripreso a lanciare barrel bombs sui civili. L’amministrazione USA e la comunità internazionale hanno avuto l’opportunità di far capire al regime che il bombardamento indiscriminato dei civili non sarebbe più stato tollerato, colpendo le piste d’atterraggio da cui gli aerei partono. Questo tipo di azione, se iniziata nel 2011, avrebbe potuto salvare decine di migliaia di vite umane ed è ancora possibile metterla in pratica.

protezione

[1] Samuel Osborne, “Syrian government forces responsible for more civilian deaths than Isis, human rights group claims”, The Independent, 7 Ottobre 2015. http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/syrian-government-forces-responsible-for-more-civilian-deaths-than-isis-human-rights-group-claims-a6673956.html

[2] Bethan McKernan, “Aleppo: Pro-government forces slaughter at least 82 civilians while closing in on Syrian city”, The Independent, 13 Dicembre 2016. http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/aleppo-latest-battle-un-syrian-army-forces-government-regime-kill-civilians-massacre-assad-russia-a7471416.html; Martin Chulovet. al. “East Aleppo’s last hospital destroyed by airstrikes”, The Observer, 19 Novembre 2016. https://www.theguardian.com/world/2016/nov/19/aleppo-hospitals-knocked-out-airstrikes

[3] Adam Withnall, “Assad regime kills so many detainees it amounts to extermination of civilian population, UN says”, The Independent, 8 Febbraio 2016. http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/syria-assad-regime-kills-so-many-detainees-it-amounts-to-extermination-of-civilian-population-un-a6860876.html

[4] Samuel Osborne, “Syrian government forces responsible for more civilian deaths than Isis, human rights group claims”, The Independent, 7 October 2015. http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/syrian-government-forces-responsible-for-more-civilian-deaths-than-isis-human-rights-group-claims-a6673956.html

[5] “964 civilians killed in May 2017”, Syrian Network for Human Rights, 1 Giugno 2017. http://sn4hr.org/wp-content/pdf/english/964_civilians_killed_in_May_2017_en.pdf

[6]“Syria protesters call for no fly zone”, BBC News, 28 Ottobre 2011. http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-15498485

[7] “How can a no fly zone work?”, Syria Solidarity UK, http://www.syriauk.org/p/no-bomb-zone.html

ORIGINALE: Common Misconceptions about the Syrian Conflict

 

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