Pregiudizio n. 2. “Assad è ancora al potere a causa del sostegno popolare”

Homs we will rebuild it together Sam dagher WSJ
Homs, distrutta dai raid del regime. Il poster per le elezioni dice, “Ricostruiamolo insieme!”

Si dice che la prima vittima di tutte le guerre sia la Verità e questo non perché non sia possibile accertarla, ma perché più un conflitto è diversificato, maggiori sono gli interessi e quindi le voci che tentano di mistificarla, distorcerla o insabbiarla. 

La guerra in Siria non fa eccezione, anzi. Gli interessi degli attori coinvolti sono sempre in cerca di giustificazioni per le proprie azioni (e crimini) e questo, unito a una capillare attività di propaganda e disinformazione da un lato e a una scarsa e irregolare copertura mediatica della Siria in Occidente dall’altro, ha generato nel corso degli anni una serie di luoghi comuni, pregiudizi, falsità e vere e proprie bufale riguardo il conflitto che rendono urgente una risposta, per ristabilire la realtà dei fatti in modo rigoroso e scientifico, non solo ricostruendo i fatti e argomentandoli, ma anche fornendo le giuste fonti di riferimento. 

Quello che segue è un compendio in cui siriani ed esperti del conflitto a vario titolo cercano di sfatare 18 miti e casi di disinformazione molto diffusi tra le opinioni pubbliche ma che non corrispondono a verità. Gli articoli della serie saranno pubblicati una per volta.

syria is for us and you are for her we stamp with blood bashar
In alcune zone della Siria, spilli erano dati agli elettori per votare con il sangue. Il poster dice, “Siria è per noi… e tu sei per lei… noi imprimiamo con la nostra sangue…. Bashar”

Mito 2: “Assad è ancora al potere a causa del sostegno popolare”

Scritto da Amr Salahi e Brian Slocock, Tradotto da Samantha Falciatori

I sostenitori del regime sostengono che Assad ha una legittimazione del potere in quanto ha vinto democraticamente le elezioni. Assad stesso ha affermato più volte che l’unico motivo per cui si mantiene al potere è perché ha il sostegno del popolo siriano. A un pubblico con scarsa conoscenza della Siria ciò può sembrare convincente, soprattutto perché la copertura mediatica del conflitto può essere fuorviante. Ad esempio, Vanessa Beeley è una blogger britannica che non ha mai fatto segreto del proprio sostegno per Assad. Alla fine del 2016, la Beeley ha visitato Aleppo dopo che fu riconquistata dalle forze di Assad e ha condotto interviste in presenza di agenti del regime. Non sorprende che tutti i suoi interlocutori hanno elogiato il regime e riversato parole di disprezzo verso i ribelli.

Altri giornalisti simpatizzanti di Bashar al-Assad hanno spesso indicato sondaggi di opinione che sembrano suggerire che Assad abbia sostanziale sostegno tra la popolazione siriana. Un recente sondaggio condotto da Daniel Corstange dell’Istituto Hoover su un campione di 2.000 rifugiati siriani in Libano sembra mostrare che quasi il 40% di questi rifugiati si compiace del regime di Assad, mentre poco più del 50% simpatizza con i ribelli. Tuttavia, prendere un campione di soli 2.000 rifugiati non può essere sufficiente per rifletere i pareri dei 2,5 milioni di rifugiati nei Paesi limitrofi e degli altri 6,5 milioni di sfollati interni all’interno della Siria. Inoltre, anche per i rifugiati che vivono in altri Paesi non bisogna dimenticare che il carattere repressivo della libertà di parola applicato dal regime di Assad implica che molti siriani, sia all’interno che all’esterno del Paese, hanno troppa paura per esprimere le loro vere opinioni. Il corrispondente di Vice News, Isobel Yeung, che ha visitato la Siria dopo le elezioni, ha descritto una situazione oppressiva affermando:

“Tu vai e stai tra macerie di città distrutte e devastate con persone che hanno fatto parte della resistenza contro Assad, ma che ora dicono [riguardo al regime], “No, va bene, è fantastico”. Perché se non lo facessero, morirebbero.[1]

Tuttavia, non è solo una copertura mediatica straniera che descrive erroneamente Assad come popolare tra i suoi cittadini. Nel 2014, Assad ha tenuto (e ha vinto con una grande maggioranza) un’elezione generale per assicurare il suo posto al potere. Come può Assad aver vinto le elezioni generali del 2014 se non con il sostegno popolare della sua gente? Elezioni “competitive”, con più candidati, sono state introdotte per dare l’illusione che Assad operasse in modo democratico, dato che per la prima volta in decenni ci sono stati altri candidati oltre ad Assad. Eppure, questa è stata un’elezione corrotta dall’inizio alla fine.[2]

In primo luogo, per essere ammissibili, i candidati dovevano soddisfare condizioni molto restrittive, cosa che ha escluso la possibilità di una vera e propria opposizione che sfidasse Assad. Ad esempio, chiunque volesse candidarsi, ha dovuto ottenere l’approvazione di 35 membri dell’Assemblea Popolare, il che significa che doveva essere approvato dal partito di governo del Baath (di cui Assad è il leader). Di conseguenza, solo due figure minori, ignote alla maggior parte del pubblico, hanno potuto “concorrere” con Assad. Questi candidati, Hassan al-Nouri e Maher Hajjar, hanno vinto rispettivamente il 4,3% e il 3,2% dei voti[3], un risultato così debole che avrebbero anche potuto non concorrere. Non era sufficiente per il regime siriano che Assad vincesse queste elezioni truccate: doveva anche vincere con una maggioranza indiscutibile. Assad è stato sospettosamente eletto con un presunto 10,3 milioni di voti su un totale di 11,6 milioni (88,7%)[4].

Inoltre, le votazioni per le elezioni del 2014 si sono svolte solo in zone governative del Paese[5] [ndt: che nel 2014 erano meno di un terzo del territorio totale della Siria], il che significa che, sebbene i risultati fossero in gran parte favorevoli ad Assad, milioni di cittadini in aree rette dall’opposizione nella Siria settentrionale e orientale sono state escluse dalla votazione[6]. Ciò ha portato molti attori internazionali e membri dell’opposizione a condannare le elezioni come inutili. John Kerry, Segretario di Stato USA, ha descritto l’elezione come un “grande zero” affermando che è “inutile perché non si può avere un’elezione quando milioni di persone non hanno nemmeno la possibilità di votare, non hanno la capacità di contestare le elezioni e non hanno scelta”.[7] Anche i rifugiati siriani che vivevano all’estero sono stati largamente esclusi dal voto, poiché molti furono costretti ad attraversare illegalmente i confini per rifugiarsi in Turchia e in Iraq, il che significa che non erano in grado di votare legittimamente in quei Paesi.[8] Inoltre, un punto importante da notare è che molti siriani, sia in Siria che residenti altrove come rifugiati, hanno scelto di non votare. Una combinazione di disapprovazione con il governo e di apatia verso la politica in Siria ha incoraggiato molti ad astenersi dal voto, in segno di protesta contro la natura corrotta delle elezioni.[9]

Molti siriani si sentono traditi perché ritengono che elezioni che avvengono durante una guerra siano una mossa tattica e ingiusta da parte di Assad e del suo regime[10]. Ad esempio, nel campo profughi giordano di Zaatari, i siriani hanno gettato le scarpe in un bidone dei rifiuti etichettato come “urna delle elezioni” per dimostrare il loro disgusto.[11] Su oltre 2,7 milioni di profughi siriani che vivevano all’estero, solo poche decine di migliaia sono state in grado di votare.[12]

vote with shoes

Alla luce dei tentativi popolari di abbattere il regime, Assad ha anche cercato altri metodi per legittimare il suo diritto di governare la Siria. Ad esempio, Assad ribadisce ripetutamente che i civili siriani, inclusi quelli provenienti da aree prevalentemente rette dall’opposizione, spesso cercano rifugio nelle aree del regime. Anche se questo può essere in parte vero, il motivo è raramente il sostegno al regime, quanto piuttosto perché i territori dell’opposizione sono soggetti a quotidiani e indiscriminati bombardamenti da parte delle forze del regime, cosa che li rende inabitabili.[13] Infine, un’altra triste realtà è che è il sostegno straniero, e non quello popolare, che ha finora tenuto in piedi il regime di Assad. La Russia, ad esempio, è intervenuta direttamente in Siria nel settembre 2015, essenzialmente come forza aerea di Assad[14], sostenendo di essere disposta a esaurire tutte le proprie risorse per favorire il regime di Assad.[15]

putin-sends-russian-troops-to-syria-assad-regime-isisInfatti, ci sono anche migliaia di combattenti stranieri pro-regime in Siria, tra cui gli sciiti iracheni, i combattenti libanesi di Hezbollah, le truppe iraniane e russe, ma anche di altri Paesi provenienti da tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e il Canada[16]. Questi combattenti stranieri hanno aiutato il regime nella contro-offensiva militare dal 2013, quando il suo crollo sembrava inevitabile. Poiché la forza dell’esercito del regime viene costantemente deteriorata, esso ormai dipende direttamente dal sostegno straniero per la sua stessa sopravvivenza.[17]

[1] James Warren, ‘Vice goes inside Syria to see what media censorship really looks like’ Poynter, (23 Febbraio 2017). http://www.poynter.org/2017/vice-goes-inside-syria-to-show-what-media-censorship-really-looks-like/449927/

[2]Associated Press in Damascus, ‘Bashar al-Assad wins re-election in Syria as uprising against him rages on’, The Guardian, 4 Giugno 2014, https://www.theguardian.com/world/2014/jun/04/bashar-al-assad-winds-reelection-in-landslide-victory

[3] Aljazeera, ‘Assad re-elected in wartime election’, Aljazeera News, (5 Giugno 2014). http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2014/06/bashar-al-assad-re-elected-syrian-president-20146419457810751.html

[4] Associated Press in Damascus, ‘Bashar al-Assad wins re-election in Syria as uprising against him rages on’, The Guardian, 4 Giugno 2014, https://www.theguardian.com/world/2014/jun/04/bashar-al-assad-winds-reelection-in-landslide-victory

[5] Sophie Cousins, ‘Syrian refugees stranded and unable to vote’, DW, 3 Giugno 2014. http://www.dw.com/en/syrian-refugees-stranded-and-unable-to-vote/a-17678741

[6] Aljazeera, ‘Assad re-elected in wartime election’, Aljazeera News, (5 Giugno 2014). http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2014/06/bashar-al-assad-re-elected-syrian-president-20146419457810751.html

[7]Ibid.

[8]Josie Ensor, ‘Syria bars “unofficial refugees” from voting in presidential election’, The Telegraph, (28 Aprile 2014).  http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10792850/Syria-bars-unofficial-refugees-from-voting-in-presidential-election.html

[9] Natalie Carney, ‘Syrian refugees vote (or don’t vote) from abroad’, DW, 3 Giugno 2014. http://www.dw.com/en/syrian-refugees-vote-or-dont-from-abroad/a-17678328

[10] Dominic Evans, ‘Assad wins Syria election with 88.7 percent of votes: speaker’, Reuters, (4 Giugno 2014). http://www.reuters.com/article/uk-syria-crisis-election-assad-idUSKBN0EF21C20140604

[11] PBS, ‘Syria holds presidential election widely condemned as rigged’, PBS News Hour, (3 Giugno 2014). http://www.pbs.org/newshour/bb/syria-holds-presidential-election-widely-condemned-rigged/

[12] Heather Saul, ‘Syria elections 2014: Voters turnout for ballot denounced as “sham” by West’, The Independent, (3 Giugno 2014).  http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/syria-elections-2014-voters-turn-out-for-ballot-denounced-as-a-sham-by-west-9475721.html

[13] Kheder Khaddour. ‘The Assad Regime’s Hold on the Syrian State’. Carnegie Middle East Center, 8 Luglio 2015. http://carnegie-mec.org/2015/07/08/assad-regime-s-hold-on-syrian-state/id3k.

[14]Alexander Winning and Katya Golubkovaj, ‘Damascus was 2-3 weeks from falling when Russia intervened: Lavrov’, Reuters, (17 Gennaio 2017). http://www.reuters.com/article/us-russia-lavrov-syria-damascus-idUSKBN15111N?il=0

[15] Barak Barfi, ‘In Aleppo, I saw why Assad is winning’, Politico, (2 Dicembre 2016).  http://www.politico.com/magazine/story/2016/12/aleppo-syria-assad-214494

[16] Zachary Laub, ‘Who’s who in Syria’s Civil War’, Council on Foreign Relations, (28 Aprile 2017). https://www.cfr.org/backgrounder/whos-who-syrias-civil-war?gclid=Cj0KCQjw5arMBRDzARIsAAqmJewIs_hlxO7KKfzrA0ypvbJN-a17WQ2lSYy3IPaJfTv4euVAzAByHHsaAh8LEALw_wcB

[17]Justin Jin, ‘Pressure from All Sides: The War in Syria and Foreign Intervention’, The Politic, (25 Aprile 2017). http://thepolitic.org/pressure-from-all-sides-the-war-in-syria-and-foreign-intervention/

VEDI ANCHE: https://levocidellaliberta.com/2017/10/02/pregiudizi-da-sfatare-sulla-guerra-in-siria-1-assad-e-lunica-alternativa-possibile/

ORIGINALE: Common Misconceptions about the Syrian Conflict

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