La Russia minaccia di trasformare la Ghouta Orientale in “un altra Aleppo”

Scritto da Syria Solidarity UK, tradotto da Giovanna De Luca

AGGIORNAMENTO: Il bilancio delle vittime nella Ghouta orientale tra il 19 e il 20 febbraio è ora pari a 250

Ieri (ndt il 20 febbraio), la Russia e il regime hanno ucciso 97 persone e ferito oltre 500  nella parte orientale della Ghouta, secondo l’Unione delle organizzazioni mediche e di assistenza (UOSSM). Non una sola città in questa piccola enclave ribelle è stata risparmiata dai bombardamenti e cinque ospedali sono stati danneggiati e messi fuori servizio dagli attacchi. Uno di questi, l’ospedale Al-Marj è stato completamente distrutto da tre barili bomba.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato che la Russia potrebbe “utilizzare nella Ghouta orientale la nostra esperienza … nel liberare Aleppo.” L’area della Ghouta orientale, che ospita circa 400.000 persone, è l’ultima area in mano all’opposizione nei dintorni di Damasco. Altre aree precedentemente detenute dall’opposizione attorno alla capitale, come Daraya e Wadi Barada, si sono arrese e sono state sgomberate dai loro abitanti o hanno stipulato “accordi di riconciliazione” dando al regime il controllo totale dei loro affari. Il CEO di UOSSM, il dott. Zedoun Al-Zoabi, ha descritto l’attacco come “uno dei peggiori attacchi nella storia della Siria, persino peggiore dell’assedio di Aleppo”. Dato l’attacco che ha colpito case, ospedali, addetti alla protezione civile e qualsiasi edificio che può essere usato per immagazzinare le scorte di cibo mostrano, la minaccia di Lavrov di “liberare” La Ghouta orientale non è una cosa infondata. Alla fine del 2016, la presa russa e del regime di Aleppo orientale ha visto decine di persone uccise in attacchi aerei e massacri, il bombardamento di ogni singolo ospedale della città e lo sfollamento forzato di decine di migliaia di persone. A quel tempo la Russia e il regime usavano la presenza di un piccolo numero di combattenti dal precedente Fronte di Al-Nusra di Al-Qaeda (oggi noto come Hay’at Tahrir al-Sham) come pretesto per il loro attacco ad Aleppo est, sebbene ci fossero solo poche centinaia di combattenti di questo gruppo in città su circa 10.000 combattenti nel complesso.

La Russia ha usato ancora una volta la presenza del Fronte Al-Nusra come pretesto per l’ultimo attacco sulla Ghouta orientale, dicendo che Al-Nusra stava usando i civili lì “come uno scudo umano”. Nei fatti, oggi è in dubbio che ci sia una presenza armata di Al-Nusra nella Ghouta. I due maggiori gruppi ribelli nella Ghouta orientale sono Jaish al-Islam (l’esercito dell’Islam) e Failaq al-Rahman (la Brigata del Misericordioso). Nel maggio dello scorso anno, Jaysh al-Islam ha firmato un accordo di allentamento garantito dalla Russia e Failaq al-Rahman ha seguito l’esempio in agosto. Questo accordo avrebbe dovuto porre fine agli attacchi contro l’enclave dei ribelli e garantire cibo, forniture mediche e, ove necessario, evacuazioni mediche, per i suoi abitanti. Da settembre, tuttavia, la Ghouta è stata attaccata dal regime e l’assedio quinquennale sulla zona è stato reso più severo al punto che i tassi di malnutrizione infantile sono diventati “il più alto visto finora in Siria dall’inizio della crisi” come il 6 dicembre dello scorso anno ha dichiarato il rappresentante dell’Organizzazione della salute in Siria, Elizabeth Hoff.

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I corpi di civili nell’obitorio dell’ospedale di campo nel villaggio di Hamouriya in Ghouta Orientale il 19 febbraio. Almeno 97 civili erano uccisi nei raid aerei in quel giorno. (Foto di Abdul Moyeen Homs / Anadolu Agency / Getty Images)

Dopo l’accordo di allentamento, gli altri gruppi ribelli della Ghouta orientale sono diventati estremamente ostili alla presenza del Fronte di Al-Nusra nell’area. A partire da maggio dell’anno scorso, Jaysh al-Islam ha iniziato ad attaccare i combattenti del Fronte di Al-Nusra nella Ghouta orientale, uccidendo circa 40 e arrestando 150 persone. Il Fronte Nusra ha perso il 70% delle sue attrezzature e munizioni a seguito di questi scontri. Ci sono state anche numerose dimostrazioni popolari nell’area che chiedevano la cacciata del Fronte Al-Nusra e sono stati posizionati dei manifesti sulle moschee che chiedevano ai combattenti del gruppo di registrarsi in preparazione della partenza dalla zona. A novembre, Jaysh al-Islam e Failaq al-Rahman hanno iniziato i negoziati con la Russia per la partenza dei restanti combattenti del Fronte di Al-Nusra. Tuttavia questi negoziati non sono stati completati e gli osservatori siriani hanno ipotizzato che il regime di Assad non avesse voluto  che il Fronte Nusra lasciasse la  Ghouta perché ciò avrebbe  significato la perdita del suo ultimo pretesto per attaccare la Ghouta orientale.

La vera ragione dell’attuale escalation probabilmente ha molto più a che fare con quello che è successo durante la fallita conferenza di pace di Sochi sponsorizzata dalla Russia. L’opposizione siriana ha boicottato questa conferenza sulla base del fatto che la partecipazione equivarrebbe ad accettare il regime e le condizioni della Russia per il futuro della Siria. Una risposta minacciosa è arrivata dall’account Facebook della base militare russa Hemeimim in Siria, secondo cui il rifiuto dell’opposizione non favoriva i suoi interessi e “avrebbe avuto conseguenze sul terreno”.

Lavrov vuole ripetere l’esperienza di Aleppo nella parte orientale della Ghouta, e c’è un vero pericolo che ciò avvenga sul terreno, la situazione lì differisce da quella che esisteva ad Aleppo in aspetti importanti. La sicurezza della Ghouta è stata garantita da un accordo al quale hanno aderito sia la Russia che i due principali gruppi ribelli dell’area. Una delle altre cosiddette aree di de-escalation, la provincia di Idlib, è anch’essa attaccata e il regime ha minacciato di attaccare un’altra provincia settentrionale di Homs ed espellere i suoi abitanti a Idlib. L’attacco alla Ghouta e l’assedio a cui la zona è stata sottoposta nei mesi precedenti ha sottolineato quanto siano privi di significato gli accordi di allentamento. Come ha sottolineato una settimana fa il presentatore della radio siriana, qual è il valore di un accordo “dove il garante è il criminale”?

Quando la popolazione di Aleppo est fu costretta a lasciare la propria città, si rifugiò nelle vicine zone di opposizione: le zone rurali occidentali della provincia di Aleppo e della provincia di Idlib. Oggi le 400.000 persone della Ghouta non hanno letteralmente nessun posto dove andare. La provincia di Idlib, che è stata usata come discarica lo scorso anno per le persone provenienti dalle aree di opposizione detenute ora dal regime, è sovraffollata e si trova sotto attacco. È molto difficile immaginare quale sia il destino che la Russia e il regime hanno in mente per il popolo della Ghouta orientale, al di là di altri massacri e di più fame a causa dell’assedio. Il fatto che la Russia possa essere sia il garante sia il criminale è il risultato della comunità internazionale che lascia prendere il comando in Siria e guarda dall’altra parte mentre massacra i civili.

COSA PUOI FARE – SUGGERIMENTI DALL’UOSSM The Syrian Campaign

Partecipa alla campagna  globale sui social media #BreakGhoutaSiege e #SaveEastGhouta Chiama, scrivi e incontra i tuoi leader politici locali e nazionali. Scopri chi è il tuo MP e come contattarlo qui: http://www.parliament.uk/get-involved/contact-your-mp/

Organizza eventi e tieni veglie per la Ghouta orientale

Chiama l’ambasciata russa nel tuo paese e dì loro esattamente cosa pensi di quello che stanno facendo in Ghouta: informazioni di contatto e ulteriori dettagli qui: https://diary.thesyriacampaign.org/save-ghouta-urgent-phone-russian-embassies /

Scrivi articoli da inviare ai tuoi media locali.

Fai una donazione a UOSSM per sostenere il loro lavoro salvavita in Ghouta: http://www.uossm.org/

Originale: http://www.syriauk.org/2018/02/russia-threatens-to-turn-eastern-ghouta.html

 

 

 

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