Cosa ci insegna la gente di Idlib sulla resilienza ai Tempi dell’Apocalisse

Articolo di Banah alGhadbanah. Pubblicato il 19 marzo 2020 su Medium

Traduzione di Giovanna De Luca

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(Nella foto:Saraqib, nord di Idlib, Siria. Marzo 2019. Walid Abu Rashed e un altro attore intrattengono i bambini usando le marionette tra le macerie degli edifici crollati nella città di Saraqib. Fotografia di Amer Alhamwe. Fonte: AFP / Getty Images.)

Dal 28 aprile 2019, quasi un milione di persone sono fuggite dalla regione di Idlib e dalla zona settentrionale di Hama, in Siria. Questa è uno dei peggiori impasse umanitari nella crisi siriana. Quasi quattro milioni di persone sono ora intrappolate al confine tra Siria e Turchia. Ad Idlib c’è stato un crollo delle infrastrutture, e allo stesso tempo la gente ha accumulato competenze e resilienza e può insegnarci alcune cose.

La “crisi” siriana è iniziata come una rivoluzione non violenta esattamente nove anni fa, in una città chiamata Dera’a quando genitori e migliaia di membri della comunità riempirono le strade il 18 marzo 2011 per chiedere responsabilità al governo. I bambini della loro città, di età compresa tra 9 e 14 anni, avevano scritto sui muri della scuola con dei  pennarelli “il popolo vuole la caduta del regime”. I bambini erano stati torturati nelle carceri del regime di Assad. In Siria, nonostante la risposta del regime, è sbocciata una lotta per la dignità e la libertà: prima sono stati abbattuti  i manifestanti, poi bombardati i loro quartieri, usando armi chimiche come cloro, sarin, napalm, commettendo crimini contro l’umanità.

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(Nella foto:Esempio dei tipi di proteste e attivismo della società civile emersi in Siria. Mappa della nonviolenza siriana. Fonte: Siria Nonviolence Movement via Alharaq)

Ne è emerso un movimento guidato dalle popolazioni rurali, in gran parte organizzato da donne, che continua ancora oggi in molte aree. Sono i loro sforzi creativi che hanno unito la società quando le infrastrutture sono crollate; nei media globali quando si parla della crisi siriana,  i loro sforzi non vengono presi in considerazione. Mentre Hassan e Omareen scrivono in Syria Speaks, un’antologia dell’arte della Rivoluzione siriana, “La gente comune … ha iniziato a scoprire la propria natura artistica in un paese in cui la libera espressione era controllata e regolata dal governo … per i siriani è stata una partenza radicale dopo 40 anni di silenzio. ”

Per anni Idlib è stata considerata la madre della rivoluzione, un luogo in cui gli attivisti hanno una coscienza politica. È diventata un’area liberata prima che le forze estremiste conquistassero la città. Nel settembre 2018, fu concordato che Idlib sarebbe diventata una “deescalation zone”, in cui ai rifugiati poteva essere garantita sicurezza, e molti erano stati trasferiti nella zona di Idlib da Al Ghouta e altre regioni. Assad ha ricominciato a bombardare Idlib nell’aprile 2019 e i suoi alleati russi hanno bombardato quaranta distretti rurali nelle regioni di Hama, Homs e Idlib. Gli attacchi aerei di Assad hanno iniziato a colpire gli ospedali, compresi quelli pediatrici, e le scuole. Assad e i suoi alleati avevano concordato un cessate il fuoco a Idlib durante i colloqui di Astana nel 2017. Il cessate il fuoco è stato rafforzato dall’accordo di Sochi nel settembre 2019. La Russia ha accettato un nuovo cessate il fuoco il 9 gennaio 2020. Ma dal 1 febbraio al 4 febbraio 2020 , ci sono stati 200 attacchi aerei russi nella sola Idlib. Dall’aprile 2019, il regime di Assad e le forze russe hanno bombardato 67 strutture mediche con il pretesto di prendere di mira il “terrorismo”, quando in realtà erano i civili ad essere nel mirino di queste invasioni.

( Qui un video :I civili di Idlib si riuniscono per dire al mondo che non sono terroristi, ma attivisti, studenti, madri, persone che meritano una vita oltre lo stato di negazione abietta dei loro diritti politici, legali e sociali che vivono nella zona di Idlib. Dal forum dei media siriani su YouTube, dicembre 2019.)

Le amiche attiviste di mia madre a Idlib hanno inviato video nel loro gruppo Whatsapp, delle case dei loro vicini completamente distrutte e i bambini che venivano tirati fuori da pile di macerie, video che non mostrerò qui perché nessun video può trasmettere completamente il terrore di dover tirare un bambino piccolo da sotto macerie e vetri. Molti di questi video sono disponibili per intero su YouTube, come documentato dai civili. Gli attacchi aerei di Assad e quelli degli alleati russi hanno distrutto blocchi di quartieri seguendo una strategia che io chiamo morte incrementale. Il regime di Assad e gli alleati uccidono da 1 a 30 persone ogni giorno durante mesi, quindi il mondo non può parlare di un massacro in piena regola. (Se vengono uccise invece 200 persone in una settimana, all’improvviso la gente si allarma. Ma se ne uccidi 10 ogni giorno, per 20 giorni, pochi possono seguirlo.) Volevano che non piangessimo, volevano che gli eventi fossero indecifrabili e caotici. Tuttavia, la gente di Idlib ha documentato le proprie perdite quotidiane e ha fatte circolare questo tipo di notizie in modo che il mondo lo sapesse.

(Qui una storia riportata da Syriauntold

Vita di una madre in fuga dai bombardamenti a Idlib)

Le forze turche hanno poi occupato Afrin e hanno impedito ai siriani di fuggire ai  confini, lasciando 4 milioni di persone intrappolate senza un posto dove andare. La maggior parte di queste persone erano già rifugiate, sfollate all’interno del paese, provenienti da Aleppo, Hama, campagna di Damasco e altre aree, quindi molti sono doppiamente e triplemente sfollati.

(Video del campo di rifugiati di Atmeh, Idlib. Febbraio 2020)

Ho incluso un elenco dei singoli bombardamenti da maggio 2019(lo trovate nella versione originale dwll’articolo NDT) che ho compilato all’inizio di quest’anno in modo da poter capire come sarebbero due settimane a Idlib sotto assedio, durante un periodo di apocalisse. Quindi cosa ci insegnano le persone di Idlib su come sopravvivere al collasso totale?

1- Spirito di collettivismo e cura della comunità. A Idlib, i civili non sono estranei alla creazioni di reti di assistenza per salvarsi l’un l’altro da sotto le macerie.

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(Testo del Twit: Sotto macerie senza fine, sogni e ricordi di innumerevoli famiglie sono stati seppelliti da attacchi aerei e bombardamenti da parte della Russia e delle forze del regime. Interi quartieri nella città di Kafarnoran, ad #Aleppo sono stati distrutti. I nostri team stanno lavorando per ripulire le aree e riaprire le strade.)

Anche sotto assedio, i White Helmets, una task force volontaria di persone che tirano fuori i bambini da sotto le macerie, sono diligentemente al lavoro per disinfettare le città locali in vista del coromavirus. Quando il regime siriano ha già preso di mira ospedali, centri di assistenza all’infanzia, scuole, come Waed el Khatebi e suo marito hanno mostrato nel documentario For Sama: i siriani stanno imparando a ricostruirsi da zero. Come Yasmeenat Souriyat,Syrian Jasmines, un gruppo di donne sfollate a Maarat al-Numan, Idlib, che forniscono supporto psicosociale alle persone sfollate nelle loro comunità e distribuiscono i pasti durante il Ramadan. E Women Now for Development, un collettivo femminile di base il cui centro a Idlib è stato preso di mira più volte, riaperto e recentemente è stato bombardato di nuovo.

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(testo del Twit: Ciò che resta del centro Women Now di Maarat al Numan è un’insegna rotta. È stato un luogo sicuro per centinaia di donne dal 2014. Abbiamo celebrato la loro laurea e abbiamo costruito i nostri sogni per un futuro migliore. Questo non è il futuro che ci aspettavamo e questa non può essere la fine.)

Quando il governo non è adeguatamente attrezzato per prendersi cura della sua popolazione vulnerabile perché è occupato nel prenderla di mira deliberatamente, sono le persone comuni che spazzano le strade, distribuiscono cibo e forniscono aiuti di base. E, quelle persone vengono prese di mira ancora e ancora perché stanno facendo esattamente ciò che il regime non vuole che facciano – operare per la vita in un sistema politico che ha come obiettivo la loro morte.

2. La Lucha Continua. La rivoluzione continua. La crisi di Idlib ha insegnato alle persone a continuare la loro lotta per la libertà. Ogni crisi rafforza la necessità di un cambiamento sociale e quello spirito rivoluzionario persiste fino a quando non sarà ricostruito un mondo migliore. Perché c’è sempre speranza per un futuro migliore. Il coronavirus ha rafforzato le disuguaglianze e le oppressioni strutturali che molti di noi conoscevano già e, nel nostro processo di sopravvivenza, raccomandiamo una lotta per una giustizia profonda. C’è sempre un motivo per continuare a sognare.

(Video da Baladi News Network, maggio 2019)

Come spiega uno degli uomini nel video, (1:42) “Questo spirito rivoluzionario non può essere distrutto da nessun aereo da guerra e nessun’arma”. Nel mezzo di uno dei maggiori disastri umanitari su questo pianeta, i giovani di Idlib stanno ancora ballando e cantando canzoni della rivoluzione.
3. L’umorismo rende la vita più sopportabile. Questo è qualcosa che il nostro compagno rivoluzionario Raed Faresci ha insegnato quando lui e gli altri attivisti della comunità di Kafr Nabel hanno creato cartelli umoristici per sfidare i sistemi di violenza. Ricordi quel video della bambina che rideva con suo padre quando le bombe cadevano?
Questo è il modo di vivere siriano. Essere sarcastici, far luce su situazioni difficili, ridere quando i tempi sono desolanti.

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(Testo del Twit: Nonostante una implacabile campagna di bombardamenti su Idlib, questo padre siriano ha insegnato a sua figlia a ridere quando sente le esplosioni.)

4. I bambini sono il cuore del nostro futuro. Dobbiamo centrarci sui desideri dei bambini per andare verso un mondo migliore e ascoltare ciò che hanno da dire in questi momenti. Sono messaggeri divini.

(Da Syrian Media Forum Channel su YouTube)

In questo video, un uomo in uno dei campi profughi di Idlib chiede ai bambini: “cosa desideri?” Quello con la maglietta verde dice: “Voglio vedere mio padre rilasciato dal carcere, è lì da sette anni.” Tutti i bambini nel video concordano di voler tornare a casa. I bambini hanno la capacità di immaginare mondi in cui i prigionieri sono liberi, tornano alle loro case e la vita è di nuovo pacifica.

5. La creatività è un modo per sopravvivere. Devi essere creativo quando vengono violati i tuoi diritti fondamentali in materia di acqua, cibo, sicurezza e protezione. Essere vivi quando ci sono armi chimiche tossiche, isolati di macerie e distruzione dove giocano i bambini, essere vivi e usare la tua creatività in quel contesto, coltivare piante dalla terra e coltivare spazi di calma e prendersi cura dei propri cari quando il mondo è in fiamme, questo è il miracolo. Come diceva Audre Lorde, “dare spazio alla creatività dei bambini significa perseguire la magia e realizzarla”. Quando il sistema scolastico è fallitoin Siria, gli ospedali sono stati bombardati e danneggiati, c’è poco con cui lavorare. Di conseguenza, i siriani usano le lenzuola come costumi teatrali, terra e acqua per creare vasi di terracotta e sopravvivono attraverso l’uso dell’arte, usando ogni mezzo possibile per esprimersi. Spesso queste forme d’arte vanno oltre il regno dello psicosociale e vengono utilizzate per comunicare messaggi politicizzati al mondo.

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(Testo del Twit: Non rompere la mia matita, ho diritto all’istruzione!
Una rappresentazione silenziosa, eseguita dalle ragazze che prendono parte ai corsi del Women Now Center di Maarat al-Nu’man / Idlib. Le ragazze hanno alzato i loro cartelli chiedendo  diritto all’istruzione e scuole sicure. # WomeNow #GirlsOfIdlib)

Questo gruppo di giovani della campagna di Aleppo ha creato riviste d’arte per insegnare ai bambini cosa fare quando incontrano detriti tossici o un corpo non identificato.

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(Fonte: SMART TV su YouTube. Il video è stato rimosso, ma è stato archiviato dall’autore.)

Questo collettivo è stato a Douma durante l’assedio e ha anche creato riviste per bambini e feste teatrali per aiutare i bambini a guarire e sfidare il trauma della guerra.

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(Foto: Dal Khotoat’s Theatre Festival che ha messo in atto rappresentazioni a Douma per aiutare nell’ambito della terapia artistica sotto assedio. Fonte immagine: Khotoat.org)

Un altro collettivo ha aperto una scuola per bambini disabili nella campagna rurale di Quneitra e usa l’arte – ballare, fare artigianato e altro per curare i bambini. Mentre stai leggendo questo, le madri di Idlib stanno trovando modi creativi per intrattenere ed educare i propri figli mentre sono sotto assedio e mentre vivono con cibo limitato e in rifugi precari nei campi profughi. Le madri di tutta la Siria lo fanno da nove anni. Invece di considerare i rifugiati come popolazioni che hanno bisogno di essere salvate, il resto del mondo può e deve imparare dalle loro conoscenze.

6. La sopravvivenza dipende dal rispettare la terra e dal riconnettersi con la natura. Alberi, piante, fiori, il terreno stesso ha proprietà curative con le quali possiamo connetterci. Hai notato che durante il virus corona le persone cercano la natura intorno a loro? Questo è ciò che ci guarirà come popolo, dal capitalismo e da altri sistemi di consumo e oppressione. Essere in mezzo alla natura non può solo fornire riparo, ma riduce anche lo stress, la rabbia e la paura. Può abbassare la pressione sanguigna e fornire una gamma di effetti terapeutici sulla mente e sullo spirito.

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(Foro: Rifugio a Idlib, aprile 2019. Fonte: Pagina Facebook Women Now for Development.)

Possiamo imparare dalla gente di Idlib, le donne e i giovani della Siria, che, affollati nei rifugi sotterranei durante i bombardamenti implacabili, insistono sulla creatività e sulla connessione quando vengono fatti sentire soli e spaventati. “La zona di guerra”, afferma Chela Sandoval, descrive “lo spazio metaforico in cui avvengono la sopravvivenza contro ogni previsione e la creatività della rivolta sotto il dominio … La coscienza di opposizione che genera, viaggia in modo diverso  attraverso gli spazi culturali:  una forza mobile , flessibile, diasporica, che migra tra contendenti sistemi ideologici “.

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(Nella foto: Da Khotoat.org. Khotoat è un collettivo siriano di base, uno dei centinaia nel paese che usano pratiche basate sull’arte per aiutare i bambini a continuare ad esercitare il loro diritto di essere bambini durante la crisi.)

Sandoval ha teorizzato che le donne nere che negli Stati Uniti che hanno resistito creativamente ai sistemi di razzismo e sessismo negli anni ’60 -’70 hanno creato un insieme di competenze, una metodologia degli oppressi che ha incarnato atti di amore profetico, amore decolonizzante. Oggi il popolo siriano è impegnato in un simile “flusso multidimensionale”, una coscienza di opposizione che comporta il liberare la mente, il corpo e l’anima in una più ampia ricerca di decolonizzazione e liberazione.

Ci dicono ancora e ancora che la nostra lotta per un mondo migliore in Siria è fallita. Ma questa lotta è appena iniziata. E negli Stati Uniti e in altri paesi, i periodi di crisi esacerbano ciò che già sappiamo – un sistema che trascura gli anziani, i disabili, la classe lavoratrice, un sistema basato sulla schiavitù, l’oscurità, il genocidio nativo e la xenofobia – è un sistema che non può durare.

Il popolo di Idlib e il popolo siriano, come tanti popoli sfollati, sono già sopravvissuti all’apocalisse. Invece di trattare i siriani come oggetti che devono essere salvati, bisogna capire che i siriani sappiamo come sopravvivere alla fine del mondo. E lo facciamo con umorismo, compassione e capacità di recupero. Non c’è bisogno di disperare quando il coraggioso popolo di Idlib, del Kashmir, di Oakland, di Gaza, la maggioranza dei popoli neri, tutte le madri e i bambini brillanti, resistenti e mirati di questo pianeta stanno lottando per aggrapparsi alla loro gioia.

 

 

 

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