Gli affitti elevati a Daraa impediscono alle persone con redditi bassi di fittare alloggi (Manifestazioni contro il regime)

Screenshot_20190928_141246Articolo pubblicato il 23 settembre 2019 su Enab Baladi

Molti residenti di Daraa, nel sud della Siria, vanno a vivere nella vicina campagna, a causa del significativo aumento degli affitti delle case, affitti che sono quasi superiori al doppio dei salari.  Alla luce dell’assenza di qualsiasi controllo statale, il limite di prezzo è  soggetto alla decisione dei proprietari degli appartamenti.

La domanda di appartamenti in città è aumentata, oltre un anno dopo che le forze del regime hanno preso il controllo dell’intero sud della Siria e hanno raggiunto un accordo con le fazioni locali.  Pertanto, alcuni professionisti autonomi, come medici, ingegneri e avvocati, sono tornati nella città di Daraa per vivere lì perché il loro lavoro richiedeva loro di stabilirsi lì.

Alcuni siriani sfollati in Giordania sono tornati in città.  Nel frattempo, la riapertura del valico di Nasib al confine con la Giordania ha contribuito all’entrata di un numero limitato di turisti giordani, in particolare quelli con parenti a Daraa.

50.000 lire per l’ affitto: la campagna è la soluzione

Muayad al-Omar, 30 anni, un uomo sposato e con 3 bambini , ha spiegato a Enab Baladi la sua lotta contro i prezzi elevati.  Ha detto che voleva vivere nel centro della città a causa della disponibilità di servizi e sicurezza rispetto ad altre aree del governatorato, dove frequentemente avvengono  omicidi.  Tuttavia, l’elevato prezzo degli affitti di appartamenti, che ammonta a 50.000 lire siriane, gli ha impedito di affittare e lo ha costretto a vivere alla periferia della città.

Dopo il reinsediamento del regime, Jawad Mufleh, 42 anni, di Daraa, è tornato  nel suo appartamento nel quartiere di Tareeq al-Sadd, che doveva essere ricostruito a causa di bombardamenti.  Pertanto, ha dovuto cercare una casa in affitto nella zona, ma, dato il suo stipendio non poteva permettersi alcun appartamento, quindi è dovuto tornare  nei villaggi della campagna di Daraa.

Umm Abdullah, residente nella città di Daraa, non è più in grado di pagare l’affitto, quindi ha dovuto trasferirsi in campagna.  Ha insistito sul fatto che lo stipendio di suo marito è di sole  30.000 lire.

Umm Abdullah ha detto a Enab Baladi che negli ultimi anni le organizzazioni umanitarie hanno offerto a lei e alla sua famiglia una casa in città, ma quando le forze del regime sono entrate sono stati cacciati  dal proprietario della casa, che è stata poi affittata.

Lo stipendio medio in Siria è di 94,26 dollari (pari a 56.000 sterline siriane ad un tasso di cambio di 600 lire rispetto al dollaro), secondo il sito web “numbeo”, specializzato in statistiche.

Tempi indefiniti per conoscere le mosse del consiglio provinciale

Il problema si è aggravato nelle ultime settimane e le richieste delle persone per una soluzione decisiva sono aumentate, spingendo il Governatorato di Daraa a intervenire per la prima volta formando un comitato per esaminare la questione degli affitti elevati.

Un membro dell’ufficio esecutivo del Consiglio provinciale di Daraa, Wassima Khallaf, ha dichiarato al canale televisivo SAMA il 7 settembre, che il governatorato formerà un comitato in coordinamento con le unità amministrative per stabilire un meccanismo che regoli i prezzi e impedire qualsiasi aumento superiore a un  limite imposto.

Khallaf ha promesso che il comitato inizierà presto i suoi lavori e stabilirà un limite di prezzo specifico che non dovrà essere superato al momento della firma dei contratti tra il locatario e il proprietario della casa.

Gli intervistati da Enab Baladi hanno ritenuto che l’intervento del governatorato fosse positivo, ma che dovrebbe essere realizzato il prima possibile e che il limite del prezzo dovrebbe essere commisurato alla condizione di reddito complessivo.

Manifestazioni nei governatorati di Deir Al-Zour e Daraa in solidarietà con Idlib

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Articolo pubblicato su Syria Call il 27 settembre 2019(sul sito Syria Call anche un breve video delle proteste)

Diverse manifestazioni hanno avuto luogo nei governatorati di Deir Al-Zour e Daraa in solidarietà con Idlib, in mezzo al crescente movimento popolare e militare contro il regime di Assad e le milizie iraniane in entrambe le regioni.

Il popolo della città di “Jassem” nella campagna settentrionale di Daraa è sceso in piazza giovedì sera in una manifestazione a sostegno di Idlib, chiedendo il rovesciamento del regime e cantando a sostegno di Idlib, mentre chiedevano libertà per i detenuti  dalle prigioni e la rottura della morsa dei rami di Sicurezza del regime in città.

In un contesto relazionato, una manifestazione ha avuto luogo oggi dopo le preghiere del venerdì nella rotonda della città industriale di Deir al-Zour,  i manifestanti hanno cantato per la città di Idlib e chiesto la caduta del regime e l’espulsione dell’Iran dalla regione.

Queste manifestazioni non sono le prime.  Diverse manifestazioni anti-regime hanno avuto luogo nella provincia di Daraa, l’ultima delle quali si è svolta ad agosto durante i funerali di tre membri dell’FSA i cui corpi sono stati trovati dopo  la battaglia di “Mansheya” a metà 2014, oltre alla diffusione  di graffiti anti-regime sulle mura della città di “Sahem al-Golan” nella campagna della provincia a metà giugno.

Venerdì scorso, il popolo di Deir al-Zour è stato protagonista di manifestazioni rabbiose contro il regime di Assad e l’Iran;  ci sono stati morti e  feriti tra i manifestanti dopo che dai posti di blocco del regime hanno sparato contro di loro.

I governatorati di Deir al-Zour e Daraa hanno assistito a un importante movimento popolare e militare durante il periodo passato, rappresentato da bersagli con figure affiliate al regime di Assad e all’Iran, oltre a colpire quartier generali militari nelle città e nei comuni di Daraa, in mezzo al popolare  malcontento con le pratiche e le milizie del regime.

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