La Lega degli scrittori e degli intelletuali libanesi, nel cuore della rivolta.

 

Qui l’originale dell’articolo

Traduzione di Sami Haddad

 

Un gruppo di intelletuali, scrittori e giornalisti libanesi della carta stampata e dei media, che partecipano alla rivolta del popolo libanese, si sono riuniti presso la sede del Consiglio culturale del Libano meridionale, hanno discusso sul loro ruolo e sulla possibilità di unire i loro sforzi a fianco di tutti gli artisti creativi in solidarietà con la rivoluzione dei giovani libanesi, e delle giovani donne che lottano contro il regime attuale, e hanno deciso di formare un’associazione che coordini le loro attività di sostegno materiale e morale alla rivoluzione, a partire da una dichiarazione fondativa che è stata oggetto di consultazioni attraverso la rete, e che ha riscosso molto successo, si è deciso di pubblicare con i nomi dei firmatari, affinché diventasse l’atto fondativo di un’associazione che porta il nome “La Lega degli scrittori e gli intellettuali libanesi” e sia un tramite per comunicare in prima persona con tutte le persone interessate, e uno strumento per coordinare i loro sforzi a sostegno della rivoluzione e per essere coinvolti in essa.

Si è deciso inoltre di continuare i lavori preparatori e le consultazioni fra i membri firmatari attraverso i vari mezzi di comunicazione e presso la sede del Consiglio culturale del Libano meridionale, ciascun firmatario della dichiarazione esercita il suo diritto di scegliere le sua forma appropriata di espressione, in nome dell’associazione, ed esprimere la sua solidarietà con la rivoluzione e difendere il diritto del popolo libanese a rifondare il potere e costruire uno stato civile e laico.

La dichiarazione afferma:

Il 17 ottobre 2019, il popolo libanese è sceso in piazza in varie regioni, erano presenti tutti i gruppi oppressi in difesa della loro dignità e del loro diritto alla vita, contro l’autorità governativa corrotta che ha lavorato negli ultimi decenni per saccheggiare la ricchezza e le risorse del paese, distruggendo la sua economia nazionale e le sue speranze di costruire la sua unità sociale.

Il popolo libanese si è ribellato al sistema settario del clientelismo che ha trasformato il paese in una terra di scontro tra i signori della guerra e fra leader settari, ed è lo stesso sistema che ha distrutto i valori morali e sociali, che sono stati sostituiti dai valori dell’avidità, dell’esclusività, della lotta per il potere, della soggezione, della dipendenza fino ad arrivare alla confisca delle libertà pubbliche e private.

La rivolta ha dimostrato il ruolo delle giovani donne e degli uomini nel processo di cambiamento, ed è stato chiaro il ruolo delle donne libanesi che sono scese in piazza in difesa del diritto alla libertà ed all’uguaglianza.

Noi scrittori ed intellettuali libanesi crediamo che capovolgere i vecchi valori ormai

fuori tempo, difendere la libertà, lavorare per il cambiamento e la vittoria della dignità umana, preservare la libertà di espressione e contrastare la censura nelle sue varie forme e resistere all’oscurantismo siano al centro dei doveri della letteratura e della cultura. Ci troviamo al centro di questa rivolta come un evento eccezionale nella storia libanese moderna, un progetto che aspira a raggiungere un cambiamento politico, sociale e culturale.

L’orizzonte aperto dall’Intifada richiede ai rivoltosi e alle rivoltose la ricostruzione delle strutture politiche, sindacali e culturali distrutte da decenni di assoggettamento, di divisioni settarie e la suddivisione del bottino, questa ricostruzione serve al raggiungimento dei suoi obiettivi nella costruzione di un Libano libero e indipendente.

Pertanto, noi sottoscrittori e intellettuali  firmatari, annunciamo l’istituzione dell’Associazione degli scrittori e gli intellettuali libanesi, che  consideriamo come un mezzo adeguato alla nostra partecipazione alla realizzazione di uno stato civile giusto, per costruire una cultura illuminista e della cittadinanza e per promuovere il nostro ruolo nel processo di cambiamento democratico.

 

I firmatari

Elias Khoury, Ahmad Faqih, Ahmad Wahbi, Adib Nehme, Antoine Haddad, Antoine Kourban, Elias Shaker, Ahmad Ali El Zen, Anwar Al Mousa, Ismail Toba, Bahzad Jaber, Basel Al Amin, Bashir Ismat, Dott. Bassam Al Miqdad, Dott. Bassam Al Hajjar, Dott. George Saad, Dott. Jabbour Douaihy, Jana Nasrallah, Josef Isawi, Husam Itani, Hamza Abboud, Hazem Saghieh, Hassan Al Zen, Hassan Jaafar Nour Al-Din, Henen Al Saiegh, Dalal Al Bizri, Darin Homani, Rami Al Rayyes, Rabii Al Atat, Ranim Zaher, Zouhaida Darwish, Zainab Assaf, Zenoubia Zaher, Sahar Mandour, Saad Kammouni, Dott, Shafiq Al Bikaii, Shawki Bzegh, Abdo Wazen, Ali Srour, Aliaa Baydoun, Isa Makhlouf, Dott. Abdul-Raouf Sanno, Dott. Isam Al Jardi, Abir Khalifa, Dott. Abdallah Rezk, Fahmia Sharaf Al Din, Fawzi Yammin, Fares Shati, Fedel Sbeti, Karim Dakroub, Kamel Farhat, Karim Mourwwa, Kamel Farhan Saleh, Dott. Kamal Hamdan, Lorka Sbeti, Lina Kredieh, Loula Rinoldez, Mariam Janjlo,Dott. Mohammad Ali Moukalled, Mohammad Naser Al Din, Mouna Fayyad, Dott. Mohammad Shayya, Dott. Mahmoud Abo Shakra, Mohammad Abi Samra, Mahmoud Wehbeh, Mohammad Zeno Shouman, Mahmoud Souwed, Malak Makki, Mahdi Mansour, Naji Baydoun, Nour Hatit, Hala Nahra, Huda Fakhr Al Din, Dott. Wajih Fanous, Wajih Kansoh, Wafaa Kansoh, Yahya Jaber, Youmna Al Eid, Yousef Bazzi.

 

 

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