Rapporto “Caesar”: i familiari delle vittime aprono una pagina facebook

Derubricato dal dittatore Bashar al-Assad come “montatura” creata ad arte per screditarlo, il Rapporto “Caesar” rappresenta un preziosissimo documento che attesta le torture subite dai prigionieri nelle carceri del regime di Damasco. Grazie alle foto contenute nel rapporto, scattate da un ex fotografo militare degli apparati di sicurezza, i familiari delle vittime sono in grado di riconoscere i propri cari seviziati e uccisi dal regime. Per organizzare riconoscimenti, ricongiungimenti e procedimenti penali, le famiglie delle vittime hanno aperto una pagina facebook (qui) di cui abbiamo tradotto la dichiarazione introduttiva.

Dichiarazione delle Famiglie dell’Associazione Caesar:

Un altro passo sulla lunga strada verso la giustizia. Poiché crediamo che la giustizia sia la base solida per una pace sostenibile e che senza di essa non ci sarà altro se non violenza e vendetta; perché l’oppressione, l’impunità e la mancanza di giustizia sono le ragioni principali dell’estremismo e della continuazione della violenza. Mentre desideriamo un futuro migliore e una giustizia transizionale per tutti i siriani e per il nostro paese, noi – famiglie di vittime siriane di torture le cui immagini sono state pubblicate in quelle che sono note come rapporto “Caesar”- annunciamo la fondazione dell’Associazione delle Famiglie di Caesar, un’organizzazione no-profit , con il supporto e la cooperazione di:

– Centro siriano per i media e la libertà di espressione (SCM)

– Violations Documentation Center (VDC).

Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo lavorato durante lo scorso anno per cooperare e coordinare diversi incontri, tra cui uno a Berlino nel febbraio 2018, dove abbiamo incontrato alcuni rappresentanti dei seguenti organismi internazionali:

– Il meccanismo internazionale, imparziale e indipendente per la Siria (IIM)

– La Commissione internazionale sulle persone scomparse (ICMP)

– Centro europeo per i diritti costituzionali e umani (CEDU)

– Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH)

– Fondazione euromediterranea di sostegno ai difensori dei diritti umani (EMHRF)

Abbiamo fissato i seguenti obiettivi per l’associazione:

1- Lavorare per ricevere i resti dei corpi delle vittime al fine di seppellirli in un modo che garantisca la dignità umana ed i sentimenti delle famiglie nei loro rituali.

2- Assicurare supporto psicologico e legale alle famiglie delle vittime e aiutarle a superare le ripercussioni di questi crimini.

3- Garantire i diritti delle vittime e delle loro famiglie, commemorando le vittime e ripristinando la loro dignità.

4- Contribuire alla liberazione dei detenuti, delle vittime di sparizione forzata e rapimento, oltre a stabilire il destino dei dispersi.

5-Garantire che non ci sia impunità alcuna e lottare per l’istituzione di un tribunale speciale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

6- Supportare la giustizia transizionale basata sull’equità e la responsabilità.

7- Contribuire a un processo di pace genuino e sostenibile basato sulla giustizia, sulla cittadinanza e sui diritti umani.

Inoltre, l’associazione si sforzerà di evidenziare la tragedia dei detenuti e di coloro che sono scomparsi per mano del regime siriano e delle altre parti del conflitto; di fermare la tortura e l’uccisione di detenuti e combattere per la loro liberazione; scoprire il destino delle vittime, garantire i loro diritti e cercare di prevenire l’impunità per i crimini commessi contro di loro.

Famiglie dell’Associazione Caesar chiede a tutte le vittime della tortura e alle loro famiglie in Siria di sostenerci nella nostra lunga strada verso la giustizia, per supportarci a vicenda. Invitiamo inoltre tutti i funzionari interessati, attivisti per i diritti umani e giornalisti a dare la priorità al nostro caso a fare tutti gli sforzi possibili ed ai sostenitori della nostra associazione e la sua rappresentanza della voce delle vittime dei crimini più atroci che l’umanità abbia mai visto, per poter evitare di trasformare i nostri cari in semplici numeri.

In conclusione, sottolineiamo che non esiteremo a supportare tutte le possibili opportunità di giustizia nel mondo. Continueremo a sostenere gli sforzi delle famiglie delle vittime, a connetterci e comunicare con loro ovunque si trovino per raggiungere i nostri obiettivi, ripristinare i loro diritti e assicurarci che i criminali ricevano le loro dovute punizioni.

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