Assad tortura e uccide giovani attivisti pacifisti di sinistra

Perché i più brillanti attivisti pacifisti che predicano la libertà contro la violenza sono i primi ad essere uccisi dal regime di Assad?

La scorsa settimana le autorità siriane hanno avvertito la famiglia di Rami Hennawi che il loro figlio e compagno era morto in carcere e che potevano reclamare il suo corpo. Rami era un giovane attivista pacifista di sinistra detenuto sin dal 2012. Ha trascorso cinque anni nelle condizioni più disumane in una dei centri di tortura di Assad.

Rami veniva da Sweida, una città a maggioranza drusa sotto il controllo del regime e generalmente considerata pro-Assad. In realtà la resistenza clandestina anti-Assad a Sweida era forte. La gente della cittadina commemorava l’eroe anti-coloniale Sultan Basha al-Atrash, leader della Grande Rivolta Siriana del 1925, e in diverse occasioni si riuniva davanti alla sua statua per esprimere la propria opposizione contro Assad . Questo è il motivo per cui il regime siriano ha sempre mantenuto alta l’attenzione verso l’opposizione clandestina di Sweida.

Secondo una delle mie fonti della zona, al momento gli abitanti di Sweida subiscono la repressione di diversi gruppi di shabbiha (gli sgherri di Assad): uccidono per rubare motociclette, stuprano a caso, terrorizzano le ragazze e le donne del posto. Anche nelle scuole, gli adolescenti vengono uccisi negli scontri. C’è una situazione di illegalità diffusa, e coloro che sostengono il regime traggono vantaggio da questa situazione. Quelli che a Sweida ora hanno legalmente armi commettono continue violenze e sono in grado di perpetrare ogni tipo di crimine che vogliono perché nessuno li ferma.

Rami Hennawi è stato un pacifista fin dall’inizio. Nel 2012 si è unito alle manifestazioni democratiche contro il regime di Assad. Era un convinto pacifista e intellettuale di sinistra, un giovane siriano amante della vita che non voleva nient’altro che un futuro brillante per il suo paese. Un paese nel quale le persone potessero sentirsi al sicuro ed esprimere la propria opinione. Per questo motivo fu arrestato dalla polizia segreta (le mukhabarat) e messo in prigione. Proprio nel ramo 248: quello dell’intelligence militare.

È stato torturato quotidianamente durante tutti questi anni, fino a cedere prima dello scorso Natale. Le autorità non si sono preoccupate di dirlo alla sua famiglia fino alla settimana scorsa (inserisci nota del redattore). È così che Assad insegue, tortura e uccide i migliori tra i giovani e brillanti pacifisti di sinistra in Siria. Sono disarmati e non rappresentano una minaccia per la Siria, eppure sono i primi ad essere uccisi. E Rami non è l’unico. Così tanti sono andati via prima di lui, allo stesso modo.

Uno dei primi pacifisti siriani ad essere arrestato fu Ghiath Matar , soprannominato anche il Piccolo Ghandi, famoso per la sua iniziativa di distribuire rose rosse e acqua alle forze di sicurezza durante le manifestazioni nella città di Daraya. Il suo impegno per mantenere le manifestazioni pacifiche e sostenere l’attivismo nonviolento ha presto contribuito a fare di lui un’icona. Divenne un simbolo della rivoluzione siriana pacifica.

Nel settembre 2011, fu stato arrestato dalle forze di sicurezza siriane, per essere restituito, cadavere, solo quattro giorni dopo. Al suo funerale parteciparono molti ambasciatori che all’epoca erano ancora nel paese, dal Giappone, dalla Germania, dalla Francia, dalla Danimarca e dagli Stati Uniti. Sua moglie era incinta del loro primo figlio. Un film, intitolato Little Ghandi , racconta la sua vita.

Un’altra figura brillante e iconica della rivoluzione siriana non-violenta è il genio siro-palestinese Bassel Khartabil Safadi . Nato nel 1981, è stato uno dei più valenti e giovani programmatori in Siria, molto conosciuto nella comunità globale Creative Commons. Ha co-fondato l’Aiki Lab di Damasco, una comunità online collaborativa ed è stato attivo nel sostenere la disponibilità open source di contenuti creativi on-line.

Nel 2012, la rivista Foreign Policy lo ha inserito tra i 100 migliori pensatori per “aver promosso una comunità open source in un paese a lungo ai margini della cultura giovanile di Internet”. Da solo, ha digitalizzato il sito turistico di Palmira e i suoi manufatti, da cui è partito il fantastico progetto on-line chiamato New Palmyra .

Nel 2012 è stato arrestato. Nel settembre 2015 si sono perse le sue tracce e lui è stato trasferito dalla prigione di Adra a un luogo sconosciuto. Aveva dato la fede nuziale a un compagno di cella. Solo nell’agosto 2017, sua moglie ha ricevuto conferma che Bassel era morto, dopo essere stato torturato e ucciso nelle carceri di Assad. In suo nome, la Free Culture Fellowship promuove la sua eredità sostenendo giovani brillanti.

Questi sono solo tre esempi tra alcuni dei più brillanti e giovani pacifisti siriani di sinistra, che Assad ha deciso di uccidere e far scomparire. Grazie alla loro intelligenza, la loro memoria non scomparirà mai. Le loro vite e azioni hanno avuto un grande impatto su molti siriani e non-siriani. Questo è qualcosa che Assad non sarà mai in grado di uccidere.

Molti altri sono ancora detenuti, torturati a morte mentre sto scrivendo. Quei pochi sopravvissuti alle atrocità nelle prigioni sotterranee siriane, vivono per raccontarlo. Fortunatamente per loro, ora possono raccontare le loro storie. Proprio di recente è uscito un nuovo documentario intitolato “Assad’s Slaughterhouses”, che documenta le loro storie strazianti.

Grazie a coloro che sono sopravvissuti, non dimenticheremo, e possiamo sperare che un giorno ci sarà giustizia, per la Siria scomparsa e per il futuro della Siria.

Articolo di  JOSEPHA IVANKA WESSELS

Qui l’orIginale

Alla versione originale dell’articolo era allegato anche il video “Off the Grid: Syria’s Slaughterhouses”(Fuori dalla griglia: le Case di Tortura in Siria) che potete trovare sottotitolato in italiano sul nostro canale YouTube

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