Dall’iniziativa di alcune donne siriane nasce il gruppo Families for Freedom

A cura di Giovanna De Luca

Secondo i dati del Syrian Network for Human Rights 65.000 persone risultano scomparse in Siria dal 2011. 200.000 sono detenute nelle prigioni del regime.

Molto spesso le famiglie dei detenuti non sanno in che prigione si trovino i propri cari, né perché sono stati arrestati (molte volte per aver preso parte ad una manifestazione di protesta o perché vivono in una zona non allineata ai dettami di Damasco.)

Quando i detenuti muoiono quasi mai viene rilasciato alle famiglie un certificato di morte nè sanno dove cercare il cadavere dei propri familiari per dargli degna sepoltura.

Qualche tempo fa è nata l’associazione Families for Freedom che reclama giustizia per i propri cari detenuti.

Un gruppo di donne, madri, sorelle, mogli che ha già fatto sentire la propria voce ai colloqui di pace di Astana e che ha portato fino ad ora le proprie storie a Parigi e a Londra.

Sul loro sito abbiamo trovato qualche dettaglio in più sulla loro missione e le loro richieste. Potete seguire i loro aggiornamenti sulla loro pagina Facebook e su Twitter @FamiliesSyria

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Il bus che i membri di Families for freedom hanno usato per viaggiare da Londra a Parigi

FACCIAMO QUESTE RICHIESTE A NOME DI OGNI FAMIGLIA SIRIANA CON UN PROPRIO CARO DETENUTO O SCOMPARSO.

Noi, come famiglie, chiediamo il rilascio immediato dei nostri parenti che sono illegalmente detenuti. Fino ad allora, ci appelliamo al regime siriano e a tutte le parti coinvolti nel conflitto, e a tutti coloro che potrebbero influenzarli affinchè:

1- sia reso pubblico immediatamente un elenco dei nomi di tutti i detenuti, insieme alle informazioni sul luogo di detenzione e delle loro condizioni, e si ponga fine immediatamente a torture e maltrattamenti ai loro danni. In caso di morte di un detenuto, che sia inviato alle famiglie un certificato di morte e un rapporto sulle cause di morte e l’ubicazione della loro sepoltura;

2- si facciano pressioni sul governo siriano affinché le organizzazioni umanitarie internazionali possano fornire cibo e assistenza medica e affinché le associazioni internazionali a difesa dei diritti umani abbiamo accesso alle strutture di detenzione per monitorare da vicino le condizioni di vita al fine di garantire che strutture di detenzione non militari soddisfino gli standard di vivibilità;

3- siano aboliti i tribunali speciali, in particolare i tribunali da campo tempporanei, di guerra e antiterrorismo e siano garantiti processi equi sotto la supervisione delle Nazioni Unite.

COME LIBEREREMO I NOSTRI CARI?

Trovare e liberare i nostri cari e tutti i detenuti e scomparsi in  Siria sarà una lotta per tutta la vita. Insieme riusciremo a:

1- riunire migliaia di famiglie siriane in tutto il paese e superare le divisioni politiche per creare campagne a livello locale e internazionale per il rilascio di detenuti;
2- raggiungere i luoghi si svolgono i colloqui di pace per ricordare a tutti coloro che portano armi che non può esserci pace senza libertà per i nostri cari;
3- incontrare e fare pressione su tutti, ovunque, per aiutare a liberare i detenuti e scomparsi in Siria.

Non siamo politici o combattenti. Non riceviamo inviti ufficiali ai banchetti e non veniamo ospitati in alberghi costosi mentre negoziamo il futuro del nostro amato Paese. Ma noi saremo lì, armati del nostro amore per i membri delle nostre famiglie che ci sono stati strappati, saremo lì. Motivati ​​dalle tante donne forti che ci hanno preceduto, le Madri di Plaza Del Mayo in Argentina, le donne in nero in Bosnia, le famiglie delle persone scomparse in Algeria e in Libano, saremo lì.

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Sei fatti sulla detenzione in Siria

1- In tutta la Siria, oltre 100.000 siriani sono stati arbitrariamente detenuti e scomparsi con la forza. Il numero reale potrebbe essere doppio o triplo, ma è impossibile ottenere cifre accurate. Molte famiglie non hanno registrato i loro cari nei gruppi di documentazione sui diritti umani. Non siamo gli unici ad aspettare che i loro familiari tornino a casa. Ci sono innumerevoli altri siriani come noi.

2- La grande maggioranza delle persone è detenuta dal regime siriano, ma gruppi armati dell’opposizione e gruppi estremisti come Daesh sono anch’essi colpevoli di arresti e rapimenti .

3- La maggior parte dei detenuti siriani sono persone disarmate che non hanno mai impugnato un’arma. Molti sono stati detenuti per aver preso parte a proteste pacifiche o perchè sono medici o perchè hanno fornito assistanza umanitaria. Altri sono stati arrestati sulla base di voci infondate o semplicemente perché vivono in un’area notoriamente anti-regime. Spesso le persone sono detenute senza motivo. Lo stato si fonda su un sentimento di paura costruito su queste sparizioni arbitrarie. 

4- Decine di migliaia di bambini sono stati detenuti in Siria, alcuni da soli e altri con le loro madri. Le donne incinte i cui bambini sopravvivono alla nascita passano anni all’interno di celle sotterranee. Alcuni non hanno mai visto il colore del cielo – blu. Non hanno mai visto un uccello o una sua rappresentazione. Alcuni bambini sono morti sotto tortura.

5- I detenuti devono affrontare abusi, torture, fame e condizioni di vita estremamente difficili. Sono stipati in piccole celle sovraffollate, e alcuni sono costretti a vivere per mesi in isolamento in celle grandi quanto una bara. I detenuti vengono spesso processati in tribunali provvisori che non sono soggetti alla legge e rendono impossibile un processo equo. Molti detenuti sono condannati all’ergastolo o addirittura a morte. Si teme che migliaia di persone siano state uccise in detenzione in una deliberata politica che Amnesty ha definito di “sterminio”.

6- I detenuti non soffrono da soli, anche le loro famiglie soffrono. Nella maggior parte dei casi, le autorità siriane si rifiutano di fornire informazioni sul luogo o sul destino di un detenuto. Alle famiglie di coloro che sono morti in detenzione vengono negate notizie sull’eventuale morte dei loro familiari, o sulla causa della morte o sul luogo di sepoltura. Alle famiglie viene spesso proibito di annunciare la morte dei loro cari o persino di tenere un funerale.

 

Immagine in evidenza: il bus delle donne di Families for Fredoom a Parigi

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. pikkla ha detto:

    Supporto e resistenza!!

    Mi piace

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