Strumenti per attivisti: 2) Coinvolgendo gli anti-imperialisti

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1078753_375771729212486_862058343_o-11SCRITTO DA OMAR SABBOUR, tradotto da Marinella Fiaschi

Credo, purtroppo, che dobbiamo pensare dal punto di vista di quegli attivisti che vorrebbero fare delle campagne. Non è come chiedere ‘perché non stai opponendoti ad Assad il dittatore’ perché non funziona, dobbiamo parlare di argomenti che possano interessarli. In altre parole, in termini della politica estera occidentale e in termini di imperialismo.

Questo infatti è un buon argomento in cui mettere avanti i nostri punti di vista. Abbiamo bisogno di mettere all’ordine del giorno il fatto che gli Stati Uniti sono ora a tutti gli effetti dalla parte di Assad. Abbiamo davvero bisogno di mettere questo all’ordine del giorno. Abbiamo bisogno di porre fine a tutto questo, e insistere che gli Stati Uniti terminino di bombardare i  rivoluzionari. E’ necessario  notare come gli Stati Uniti in qualche modo hanno trasformato un movimento regionale che teoricamente avrebbero potuto sostenere in una nuova Guerra al Terrore.

Dobbiamo spiegare a coloro che sono confusi come questo cosiddetto cambiamento di politica sia nato, come è stato preannunciato, e gli Stati Uniti hanno semplicemente dovuto apparire dalla parte dei movimenti pro-democrazia nel 2011. Abbiamo bisogno di mettere all’ordine del giorno che Sissi sta anche fornendo armi ad Assad e sta uccidendo i  rifugiati siriani in Egitto. Abbiamo bisogno di confutare una volta per tutte la questione della minaccia statunitense presunta contro Assad nel 2013, spiegando chiaramente che era relativo al pericolo che questi non fosse in grado di mantenere il controllo delle sue armi chimiche e quindi farle cadere nelle mani “sbagliate”, non si trattava quindi di alcuna preoccupazione umanitaria.

Abbiamo bisogno di sostenere questa teoria, mostrando come gli Stati Uniti stiano bombardando civili siriani e rivoluzionari in collaborazione con Assad, nonostante i bombardamenti quotidiani e gli attacchi con gas al cloro. Dobbiamo notare infatti come sia stato Israele a suggerire ad Assad di cedere le sue armi chimiche in cambio della salvezza. Dobbiamo notare come nella storia delle ribellioni gli Stati Uniti le abbiano “incoraggiate” solo per tradiri. Abbiamo bisogno di spiegare come gli Stati Uniti abbiano rifiutato di dare avvertimenti radar alle forze di difesa civile, o consentire la fornitura di missili anti-aerei a quelle forze militari soggetto a bombardamenti del regime.

Abbiamo bisogno di consolidare l’idea che gli Stati Uniti volevano un cambio di regime in Siria, ma solo un cambiamento nella figura di riferimento per calmare la rabbia popolare, come è accaduto in Egitto. Dobbiamo notare come gli USA abbiano bloccato la fornitura di munizioni per i rivoluzionari quando il regime stava traballando nel 2012, affermando che “non sarebbe caduta nella trappola di militarizzare ulteriormente la situazione”. Abbiamo bisogno di ricordare alla gente della ricca storia dei rapporti tra l’Occidente e la Siria, di come il Regno Unito abbia venduto alla Siria le materie prime per fare il gas Sarin, degli Stati Uniti che hanno rovesciato il primo governo democratico della Siria, degli  Stati Uniti che hanno appoggiato l’invasione anti-PLO di Hafez al-Assad in Libano durante gli anni ’70, le rendizioni straordinari, ecc ecc Poi abbiamo bisogno di unire tutti i puntini.

Abbiamo bisogno di informare sulle varie forme di normalizzazione ora in corso tra gli Stati Uniti e l’Iran, non ultima l’apertura dell’ambasciata iraniana e la cancellazione dei graffiti “morte all’America” da parte del governo iraniano a Teheran. Se questi paesi fossero con il popolo siriano normalizzerebbero le relazioni con il loro principale nemico regionale? Abbiamo bisogno di spiegare come l’Iran ha sostenuto la contro-rivoluzione in Siria, Yemen (Ali Abdullah Saleh) e l’Iraq, e di come stia negoziando con la contro-rivoluzione in Egitto. Abbiamo bisogno di spiegare come Sissi, Saleh, Assad e l’Iran sono tutti alleati contro il “terrorismo”, e ognuno di loro chiama tutti gli avversari “Daesh”. Abbiamo bisogno di spiegare come è stato solo questo che lo ha riabilitato, dopo che è diventato una “Guerra al terrore” contro-rivoluzionario degli alleati, e quando si è dimostrato che di certo non è più in come “rivoluzione islamica”, (sostenendo il più autoritario regime laico nella regione contro una schiacciante opposizione repubblicana “rivoluzionario islamica”).

Abbiamo bisogno di radicare le attuali misure anti-estremismo che il governo sta prendendo direttamente in Siria e di come sia retorico parlare di 200.000 musulmani “terroristi” in lotta contro l’esercito siriano “laico” post-coloniale creato dai francesi, è una interiorizzazione del modo di pensare tipo Guerra del Terrore, e anzi una ripetizione di mantra sioniste di ‘religiosi selvaggi contro illuminati secolari’. In effetti abbiamo bisogno di spiegare come non costituiva un crimine per i musulmani che sono stati ad aspettare lo spostamento di 50 Gaza negli ultimi 5 anni, come non tutti si sono uniti all’ISIS, e di come si stia tornando ad un’atmosfera punitiva. Abbiamo bisogno di mettere all’ordine del giorno che non ogni musulmano che sceglie di identificarsi come un non-occidentale nozionale musulmano, è islamofobo. Identificare politicamente i musulmani è come demonizzarli. Abbiamo bisogno di spiegare alla gente che è un regime e non solo una persona il problema.

Dobbiamo notare che in questo momento i rivoluzionari siriani, che per la maggior parte sono civili che hanno protestato pacificamente nel 2011, vengono attaccati da ISIS, Assad, gli Stati Uniti (coalizione), Sissi, soldati russi (che hanno recentemente invaso il Paese), Hezbollah e l’Iran (gli ultimi due sono entrati in un altro paese non con sanzioni imposte, ma perché tolti dalle liste terroristiche e sollevati delle sanzioni). Dobbiamo notare che ogni principale coalizione rivoluzionaria in Siria è stata bombardata dagli Stati Uniti, ad eccezione di Hezbollah (nonostante il fatto che si tratta di un “non Stato”, con riferimento al fatto che avere a che fare con gli Stati ha una diversa dinamica).

Abbiamo bisogno di dimostrare quanto sia importante la lotta siriana  e come tutti stiano cercando di  trasformarla in una nuova guerra al terrore. Dobbiamo sottolineare che non dobbiamo cadere in questa trappola, e che c’è una alternativa, sostegno da dare a movimenti di base (civili e militari). Tutto questo è solo una dimensione; la politica occidentale, ma attirerà persone. Poi possiamo parlare di tutte le altre cose. Purtroppo le persone tendono a essere coinvolti in una situazione umanitaria solo una volta che ne sono investiti “ideologicamente”. Allo stesso tempo, parliamo di argomenti come della grande quantità di stupri di cui nessuno parla, della campagna genocida di terrorismo aereo che si svolge ogni giorno da quattro anni in Siria senza sosta, degli assedi genocidi per ridurre il popolo alla fame, e di tutto questo genere di cose. Poi parliamo di forze della società civile con cui le persone possono impegnarsi, le diverse forze rivoluzionarie che dimostrano che un’alternativa è possibile (c’è un’alternativa sia all’ISIS che al regime).

Il mio sommario: è possibile ottenere di essere ascoltati in pubblico se (in ordine):
1) li attiriamo ideologicamente
2) Spieghiamo loro le alternative (sfatando ISIS come unica soluzione), quali sono i diversi gruppi sul luogo quante volte abbiamo sentito “ma chi altro c’è?”
3) li coinvolgiamo emotivamente dal punto di vista umanitario.

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